143
Nelle scorse settimane Wilfried Gnonto è stato il personaggio del momento: prima il debutto con l'Italia di Mancini, poi il primo gol. Willy on fire. E presto può diventare anche un protagonista del mercato: in Italia piace a Sassuolo, Roma e Torino, ma lo Zurigo spara alto e i club di Serie A al momento si sono defilati. 15 milioni è la richiesta degli svizzeri. Il giocatore rimane nel mirino di Hoffenheim, Friburgo e Psv. 

MATURITA' - Intanto, Willy ha raccontato il suo esame di maturità: "Italiano è andato bene, ho scelto la traccia su Oliver Sacks perché era un testo sulla musica, materia nella quale sono ferrato. La mia playlist? C'è di tutto: dalla Pausini a Sfera Ebbasta - ha detto a Sport Week - Si pensa al calciatore come uno sbruffone che sbaglia i congiuntivi, io però mi impegno sempre per comunicare nel modo giusto sia nella forma che nella sostanza. Il calcio è anche fuori dal campo, spiegare bene quello che succede nel nostro mondo deve essere il punto di partenza".

SOGNO BARCELLONA - "Il mio sogno è giocare nel Barcellona. Messi è il mio idolo, anche ora che è al Psg. Ha fatto tanti sacrifici fin dall'inizio, la sua famiglia l'ha sempre sostenuto e lui non dimentica mai le sue origini. E' un ragazzo tranquillo, non si è montato la testa; mi rivedo in lui. In campo, poi, è unico".
INTER - "Lì ho conosciuto quello che oggi è il mio migliore amico nel calcio: Elio Zalli, attaccante come me anche se con i piedi un po' così. Ora è a Sassuolo, ci sentiamo sempre. Quando sono arrivato a Milano non ero tifoso, per me esistevano solo il Barcellona  e Messi. Poi mi sono affezionato ai colori nerazzurri, e qualche volta ho anche pianto. In occasione di Inter-Juve dell'aprile 2018, per esempio: la partita della manca espulsione di Pjanic per il fallo su Rafinha. Ero a San Siro insieme a un mio amico, e quando Higuain segnò a pochi minuti dalla fine scoppiammo in lacrime. Quella sera diventai interista per davvero".

LE ORIGINI - "Non mi imbarazzo a parlare di quando mia madre metteva da parte le mance per fare benzina e portarmi agli allenamenti, non c'è nulla di cui vergognarsi. Da piccolo però non mi rendevo conto di quello che i miei hanno fatto per me, ora riesco a capirlo e sono riconoscente. Li ho ringraziati".