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Da Nyon, in collegamento con Gr Parlamento, il presidente della Figc Giancarlo Abete parla della richiesta, inoltrata alla Uefa dalla Federcalcio serba, di ripetizione del match fra Italia e Serbia, incontro saltato martedì scorso a Marassi a causa delle intemperanze degli ultras serbi: "Il problema non è la colpevolezza o meno della Serbia, il problema è la linea di indirizzo che l'Uefa intende dare. Nel momento in cui si leggittimasse una situazione di atti vandalici come quelli che sono intervenuti a Genova, consentendo, alla Federazione a cui fanno riferimento i tifosi, di ripetere la partita, si creerebbe un precedente enorme, però noi abbiamo fiducia e il dovere di rispettare gli organi di giustizia sportiva. Ci sarà un giudizio di primo grado e qualora ci fossero responsi non graditi c'è sempre la possibilità di andare dal giurì d'appello".

"Siamo sereni e penso che sia corretto da parte della federazione italiana mantenere un profilo di grande serenità - aggiunge Abete -. La Figc ha fatto quello che si poteva fare, gli eventi sono accaduti in un modo abbastanza individuabile e noi siamo vittime di questa situazione. La partita doveva essere una festa di sport con tanti bambini e non è stato possibile. La Commissione disciplinare ora dovrà valutare quanto accaduto a Genova".

La Commissione disciplinare ha reso noto che esaminerà il caso il 29 ottobre, e non il 28, come comunicato in un primo tempo.