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"Vestiti come ti pare, metti la maglia più brutta che ti porto a giocare", avrebbe cantato Calcutta alla Nazionale che ieri sera allo stadio Olimpico ha conquistato la qualificazione a Euro 2020 contro la Grecia. Una vittoria arrivata con un'insolita divisa verde, ispirata a quella utilizzata dall'Italia nel 1954 in un'amichevole vinta con l'Argentina sempre a Roma nella prima partita dopo il Mondiale in Svizzera. 

Una scelta, quella della maglia verde senza il tricolore indossata ieri sera da capitan Bonucci e compagni, legata al marketing dello sponsor tecnico della Nazionale, che non è andata giù a tradizionalisti e patrioti, tanto da farne oggetto di una clamorosa polemica. Al di là del giustizio estetico, ci si chiede quale sia il senso di tanto fervore, fermento e indignazione. Nel calcio, come nella musica, le tradizioni vanno rispettate e spesso regalano emozioni indescrivibile, è vero, ma non ci si può certo fossilizzare solo sul passato senza pensare che lo show business evolve anche grazie alle novità. 
La diatriba sulla terza maglia dell'Italia fa il paio con un'altra querelle musicale di questi giorni, legata al Premio Tenco 2019, in programma dal 15 al 19 ottobre all'Ariston di Sanremo. E' di questi giorni, infatti, l'indignazione della famiglia Tenco per la scelta da parte della direzione artistica di far cantare la sigla, Lontano Lontano, ad Achille Lauro. "Ci troviamo a dover esternare il nostro dissenso", si legge nel comunicato dei Tenco, per "la partecipazione di artisti ospiti che non conoscono il mondo dei Cantautori, specialmente qualora venissero incaricati di interpretare la sigla di apertura della rassegna". 

Posizione assolutamente rispettabile, proprio considerato lo spessore della tradizione, ma un tantino limitata, se non viene considerata l'eclettica cultura musicale del cantautore veronese. Achille Lauro, infatti, è arrivato sì al successo grazie al rap, ma ora sta decisamente virando verso il rock (soprattutto nella sua accezione più glam) e, per l'appunto, verso il cantautorato, tanto che in più di un'occasione il cantante di Rolls Royce ha dichiarato di avere Lucio Battisti e Rino Gaetano tra i suoi principali punti di riferimento. Ne esce uno stile musicale eccentrico, a volte fuori dalle righe, accompagnato da un look spesso controverso (vedere gli show del suo recente "1969 Tour" - stasera in scena a Napoli) per farsi un'idea. 
Achille Lauro e la maglia verde sono due metafore che ci ricordano quanto spesso sia controproducente giudicare (e criticare) un libro basandosi solo sulla copertina