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Aveva 49 anni Grant Wahl, il giornalista della Cbs, che è morto in Qatar durante Olanda-Argentina. Una delle penne più conosciute negli States, si è spento all’alba dopo aver accusato un malore in tribuna stampa nel corso dei tempi supplementari. Secondo il Wall Street Journal, sarebbe deceduto per un attacco di cuore.

Wahl era al seguito della sua ottava Coppa del Mondo e il 21 novembre era stato fermato allo stadio Ahmed Bin Ali di Al Rayyan prima della partita tra Stati Uniti e Galles per aver indossato una maglia arcobaleno a sostegno dei diritti LGBT. Già da qualche giorno le sue condizioni erano precarie. Si era fatto visitare in una clinica medica per un raffreddore ma poi aveva scritto sul suo sito: ‘Il mio corpo mi ha abbandonato. Tre settimane di poco sonno, forte stress e molto lavoro possono fare questo effetto. Quello che era un raffreddore negli ultimi 10 giorni si è però trasformato in qualcosa di più grave la sera della partita Stati Uniti-Olanda, e ho sentito la parte superiore del mio petto assumere un nuovo livello di pressione e di disagio. Non ho il Covid, ma oggi sono andato all'ambulatorio medico e mi hanno detto che probabilmente ho la bronchite".
La notizia della sua morte ha sconvolto il mondo del calcio e alimentato vari sospetti. Con un video su Twitter, il fratello di Grant, Eric, ha lanciato accuse pesanti: "Ma quale malore, nei giorni scorsi aveva ricevuto minacce di morte in Qatar. È stato ucciso". Poi continua: "Sono gay. È per me che ha indossato la maglietta con la bandiera arcobaleno al Mondiale. Non è morto per un malore. Mio fratello era sano, ​è collassato allo stadio. Gli è stata fatta la rianimazione e poi è stato portato con un Uber all'ospedale dove è morto. Abbiamo parlato con il dipartimento di stato e Celine (la moglie, ndr) è in contatto con la Casa Bianca. Non credo che sia semplicemente morto, credo che sia stato ucciso e vi prego di aiutarmi".
Laureato nel 1996 a Princeton, Wahl ha lavorato per Sports Illustrated e Fox Sports prima di lanciare il proprio sito. Era sposato con la dottoressa Celine Gounder, esperta epidemiologa statunitense. Celebre la sua cover story nel 2002 su LeBron James dove per la prima volta fu utilizzato il soprannome “The Chosen One” (Il prescelto), diventato poi un simbolo dell’allora giocatore liceale. Proprio James ha voluto ricordarlo così: "Una perdita tragica. È un peccato perdere una persona grande come lui. Ogni volta che il suo nome veniva fuori, ripensavo sempre a quando ero un adolescente e avevo Grant nel nostro edificio alla St. Auguro alla sua famiglia il meglio. Che possa riposare in paradiso". Anche la federazione calcistica statunitense lo ha ricordato in un post sui canali social.