Gonzalo Higuain al Milan è stato un doppio colpo: quando è arrivato... e quando se n'è andato. "Sulla carta era il numero uno sul mercato, ma non è andata benissimo", la lucida sintesi fatta da Paolo Maldini della parabola rossonera del Pipita. Doveva essere la punta di diamante, il leader tecnico del nuovo progetto. Niente di tutto questo: Higuain non è riuscito a incidere e dall'espulsione rimediata contro la sua ex squadra, la Juventus, è iniziato il lento allontanamento dal Diavolo, fino alla fuga verso Londra, verso il Chelsea di Sarri. A gennaio la separazione dall'argentino e la scelta di Leonardo di puntare su Krzysztof Piatek avevano fatto storcere il naso ad alcuni tifosi ed esperti del settore, ma nei fatti il cambio si sta rivelando una vittoria su tutta la linea: dal campo ai conti, sono tanti i vantaggi che l'addio di Higuain ha dato ai rossoneri.

GIOCO E RESPONSABILITA' - I primi, e più evidenti, si vedono proprio sul rettangolo di gioco e relativamente al suo diretto sostituto: tre vittorie e due pareggi nelle cinque partite giocate finora con Piatek, capace di mettere a segno 6 reti (solo 2 in meno di quanto fatto da Higuain in tutta la sua avventura in rossonero). I gol sono solo una parte dei miglioramenti esibiti dalla squadra di Gattuso nelle ultime settimane, perché il polacco ha cambiato il modo di giocare dei rossoneri: più presenza in area rispetto a quella garantita dal Pipita, più propenso a uscire per cercare il pallone, e maggior attacco della profondità lasciando interamente a Paquetà, Calhanoglu e Suso la costruzione della manovra. La maggior differenza però la fa l'aspetto mentale, perché l'addio di Higuain porta con sè una parola chiave: responsabilità. Se è vero che l'argentino non è riuscito a imporsi come leader nei numeri, è altresì indubbio che le sue spalle siano state un appoggio per un gruppo giovane e tavolta fragile, oltre che un parafulmine nelle difficoltà: a Gonzalo le critiche più aspre, a Gonzalo la copertina dei 'fallimenti'. Ora non più, l'assenza di una figura mediaticamete forte come quella del Pipita ha responsabilizzato tutti gli altri giocatori e questo ha portato a una risposta positiva da parte del gruppo: "non c'è io, qui c'è solo noi", il mantra di Gattuso è stato assimilato alla perfezione dallo spogliatoio che si è ulteriormente compattato dopo la partenza di Higuain. I CONTI SORRIDONO - Una separazione che ha portato quindi vantaggi tecnico-tattici e morali, ma a sorridere sono anche e soprattutto i conti del Milan. Tra spesa per il prestito oneroso (18 milioni di euro quanto previsto dall'accordo con la Juve, più altri 36 per il riscatto) e ingaggio da 7,5 milioni di euro netti a stagione più bonus (15 lordi), il risparmio per i rossoneri è importante: oltre 16 milioni, abbastanza per permettere al Diavolo di prendere subito un sostituto, oltre che efficace, più sostenibile e futuribile per costi e prospettive (contratto da 2 milioni netti a stagione, Piatek classe '95 e dunque otto anni più giovane di Higuain); al quale va ad aggiungersi anche un altro rinforzo di qualità come Paquetà. Ossigeno e manna anche in ottica Fair Play Finanziario. In meno di un mese, il bilancio di un addio che sembrava solo doloroso sorride interamente al Milan: salutare Higuain si sta rivelando un vero e proprio affare.

@Albri_Fede90