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Nulla di fatto sulla questione dei diritti tv per il triennio 2015-2018: l'assemblea di oggi in Lega Calcio non è bastata per arrivare a un accordo tra i 20 club di Serie A, che hanno rinviato il tutto a venerdì prossimo, quando è stata organizzata un'altra riunione con i broadcaster interessati (Sky, Mediaset e Rai) e con l'intermediario per l'estero (Mp & Silva). Invece non è stato toccato il tema del contratto con l'advisor Infront, che scade il 30 giugno 2016.

15.00 Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha riservato il consueto show ai giornalisti presenti nella sede della Lega Calcio in vista dell'importante riunione dei presidenti per discutere della distribuzione dei diritti tv per i prossimi anni: "Spinelli ha chiesto un sacrificio delle grandi per le piccole? Quando Spinelli imparerà a spendere i soldi che ha per fare il mercato invece di fare la questua potrà dire anche questo. Spinelli deve imparare che i giocatori non si possono chiedere solo in prestito o pagarli degli scampoli. Abbiamo tutti problemi nel far quadrare il bilancio e non possiamo favorire nessuno. Se lui si sente davvero sottotrattato dalle grandi potrei anche dirgli di non partecipare alla Serie A anche perché siamo troppi. Dovremmo essere 16 come prima del 1987 e invece siamo venti".

"Tifo per il pari fra Inter e Juve? Certo, si tifa sempre per il pari. La Juve fa paura? No, non fa paura. L'abbiamo già battuta sia in Serie B che in Serie A. Napoli da scudetto? Noi ci candidiamo sempre per tutto, per il massimo. Finora non ci siamo riusciti ma ci riusciremo. Se tiferò almeno un po' per Mazzarri? Io devo farlo? Mazzarri tiferebbe per me? Mazzarri? E' un grande tecnico, ma ha un'esperienza di carattere prettamente italiano e va bene per affrontare il panorama nazionale. Con Benitez invece si può affrontare al meglio anche il piano internazionale. Detto questo non possiamo che ringraziare Mazzarri per quello che ha fatto per il Napoli. E' un grande lavoratore e farà sempre bene nella vita".

"I diritti tv? Sono per licenziare i diritti, una cosa molto complicata. Dico però  che io, nel cinema, sono uno che ha sempre prodotto e auto-distribuito i proprio prodotti ho sempre mal digerito il fatto che la Lega questo non lo facesse. Qui tutta la colpa è della Melandri perché una volta fatta una legge non se ne discute più, non si cerca di capire se una legge funziona o meno. Il governo se ne lava le mani e non se ne parla più. La legge Melandri è un aborto che ci pone in stato d'inferiorità nel mondo del calcio. Sul piano internazionale ci ha creato un minus, è come se ci avesse azzoppato".

 

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