Un giallo contro l'Atalanta gli ha fatto chiudere anticipatamente la stagione per squalifica. Fabio Borini si è dimostrato un lavoratore instancabile dentro il campo, una risorsa preziosa per il Milan. Roberto De Fanti, agente dell'ex Sunderland, ha fatto il punto della situazione, tra presente e futuro, in esclusiva per calciomercato.com.
 
Quarantaquattro presenze, cinque gol e sette assist in stagione per Borini: come giudica la sua stagione?
"Direi una stagione positiva, visto che le aspettative che c'erano su di lui erano sicuramente minori. I numeri che ha snocciolato lei raccontano di un giocatore che ha dimostrato di essere da Milan. Fabio è un professionista esemplare, non ha mai fatto polemica nonostante sia stato spesso impiegato in ruoli diversi dal suo naturale. Ha fatto il terzino destro, il terzino sinistro, l'esterno di centrocampo a cinque: insomma ha fatto tutto per essere importante per il Milan'.
 
Ha giocato in ruoli diversi anche perché è cambiata la conduzione tecnica. Come si è trovato con Montella e Gattuso?
"Non ha mai avuto problemi con nessuno dei due, si è saputo adattare a due metodologie e filosofie tattiche diverse. Chiaramente con Gattuso, passando dal 3-5-2 al 4-3-3, ha fatto più l'attaccante esterno dove si trova meglio".
 
Dal primo luglio diventerà un giocatore di proprietà del Milan.
"Si, dal primo luglio sarà un giocatore di proprietà del club rossonero fino al 2021".
 
Ha avuto contatti con la società per pianificare il futuro? 
"Io credo che la società sia molto contenta di quanto fatto da Fabio nel corso di questa stagione. Avvertiamo la fiducia di tutte le componenti, si è rivelato una scelta vincente di Mirabelli".
 
Farà parte di quella base di intoccabili chiesta da Gattuso?
"Credo che sarà un giocatore del Milan per tanto tempo ancora. A fine campionato, da agente, avrò un confronto con Mirabelli'.
 
Nei mesi scorsi si è parlato di possibili interessamenti da parte di Torino e Juventus. Sono solo speculazioni?
"Ma credo che un giocatore polivalente come lui, in grado di giocare dappertutto, potrebbe far gola a tanti. Ha giocato nel Chelsea, Liverpool, Roma, in tantissimi club di primissimo livello. L'idea sarebbe quella di rimanere il Milan, se poi dalla società dovessero arrivare segnali diversi non sarebbe un problema per noi trovare una sistemazione".
 
Lei conosce il direttore Mirabelli da diverso tempo, come giudica il suo operato e le voci che si sono rincorse nell'ultimo periodo?
"Il problema del calcio italiano è che la troppa fretta, si vuole vincere tutto e subito. Chiaramente una campagna acquisti così importante come quella del Milan dell'estate scorsa ha creato una grande aspettativa nei media e tra i tifosi. In molti forse volevano una grande squadra già nell'immediato, seguendo quella che è la storia del club rossonero.  In realtà non è così facile e scontato, sono arrivati tanti giocatori nuovi e molti arrivavano dall'estero. Come in tutti i progetti, ci vuole del tempo per essere sviluppato e poi giudicato. Io credo che l'operato di Mirabelli necessiti di tempo, almeno due o tre anni, per essere valutato e apprezzato. Io conosco un professionista che ne capisce molto di calcio. Ha fatto molto bene all'Inter e si è meritato questa grande occasione. Hanno fatto una scelta precisa, formando una rosa di giocatori giovani che possano avere un futuro importante. Serve del tempo, il Milan ha solo bisogno di tempo".