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Metti un lunedì a cena. Lontano da occhi indiscreti ma non troppo, anzi forse meno del dovuto proprio dato il momento. Perché l'appuntamento tra il presidente bianconero Andrea Agnelli e Maurizio Sarri era in calendario già da diverso tempo, in questa occasione dati sorrisi e cordialità non è stato un grande peccato il fatto di essere usciti allo scoperto (grazie allo scoop de La Stampa) considerando il momento particolarmente delicato e infarcito di critiche attorno alla posizione di Sarri. Critiche esterne, ma anche dall'interno non è che stia andando tutto come sperato. La Juve è sì prima in classifica ma con l'Inter degli ex amici Antonio Conte-Beppe Marotta al fianco e la Lazio di Simone Inzaghi alle calcagna, aspettando di riprendere il cammino in Champions e Coppa Italia: ecco uno dei principali motivi di ansia, è proprio il pericolo sempre più concreto che sia l'Inter a spodestare la Juve dal trono. Una cena programmata per fare il punto e discutere delle criticità, che ci sono e difficilmente si possono nascondere: sul campo e fuori. Una cena alla quale a serata inoltrata si è unito anche Fabio Paratici. E che non rappresenta una novità, ma che arriva proprio nei giorni di maggiore emergenza della Juve in questa prima fase di era Sarri. Quattro sconfitte in due mesi sono qualcosa di più di un semplice campanello d'allarme, 23 gol subiti sono un'enormità, sul banco degli imputati non può che esserci lo stesso allenatore, se parlare di crisi forse è eccessivo una situazione di grande difficoltà è sotto gli occhi di tutti.
IL PUNTO – Un confronto serviva e per quanto fosse previsto, un confronto c'è stato. Non tanto e non solo per parlare di equilibri tecnici, di tridente, trequartista o mercato (digerito più che condiviso da Sarri). Quanto per capire cosa va e soprattutto cosa non va, ora che la stagione entra nel vivo e il concetto di sconfitta non rappresenta un'opzione in casa Juve. Tante le domande da farsi guardando a un processo di “sarrismo” che anziché procedere sembra compiere un passo indietro dopo l'altro, i dubbi che accompagnavano Sarri nei giorni del suo arrivo a Torino continuano a esserci e forse sono persino aumentati. Ora inizia un periodo particolarmente delicato, dalla semifinale di Coppa Italia con il Milan arrivando alla sfida scudetto del 1° marzo con l'Inter, ora Sarri si gioca tutto o quasi. Perché (mentre ricominciano i gossip inglesi su Pep Guardiola) il fantasma di Max Allegri aleggia e non solo per i cinque scudetti consecutivi, perché il mostro di un Conte tricolore con l'Inter fa paura anche di più.