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Intervenuto alla consegna della Champions alla città di Milano a Palazzo Marino, l'ex giocatore del Milan Demetrio Albertini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti, riportate da MilanNews.it.

ITALIANE ASSENTI IN FINALE DI CHAMPIONS - "Un conto è l'organizzazione, un conto i meriti sportivi. Non ci sono le milanesi perché non si sono conquistati il diritto, non c'è la Juventus perchè è uscita nonostante una grande gara contro il Bayern. E' una grande soddisfazione per la città di Milano che si sta prodigando da diverso tempo per una finale meravigliosa che sarà il 28".

SPAGNA REGINA D'EUROPA - "La Spagna assomiglia a noi negli anni '90, arrivavamo sempre in tutte le finali. La Spagna ha fatto un progetto di sviluppo e ora stanno raccogliendo i frutti".

SECONDE SQUADRE - "Non mi trovo d'accordo, l'Italia non è un paese per giovani, invece di ringiovanirle, cerchiamo e proponiamo di invecchiare le nostre Primavere, non mi trova d'accordo".

MILAN-CARPI - "E' un problema di tutto l'anno, quando ci sono le partite da non sbagliare il Milan le ha sbagliate. La partita di ieri si poteva e doveva vincere con il cuore e con l'anima, questo non è avvenuto".

MILAN - "La squadra ha espresso meno rispetto al proprio valore, per vincere non esiste solo il mercato, per una buona annata serve un lavoro comune, che i giocatori facciano tutto il possibile per raggiungere gli obiettivi. Soffro da tifoso, il Milan può anche non vincere ma deve giocarsi le sue chances, qualcunque esse siano. Quest'anno ha quasi sempre sbagliato la partita chiave".

GIOVANI - "In questo momento la problematica dei giovani in Italia è un'emergenza, bisogna puntare sui giovani e metterli nelle migliori condizioni per esprimersi".

BALOTELLI - "Sempre le stesse domande, dipende tutto da lui, mi auguro che questa scommessa del Milan possa dare i suoi frutti. Dipende tutto da lui e da quanto voglia mettersi in discussione".

TOTTI - "Per me Totti è la Roma. Ci sono momenti che vanno gestiti internamente. La valutazione esterna è sempre diversa da quella che vivono nello spogliatoio. Alla fine Francesco, Spalletti e la società gestiranno questo momento".

BERLUSCONI - "Sono entrato a far parte di questa società, una società che era tanto ambiziosa. Gli obiettivi che avrà in futuro li sa solo lui".

ALBERTINI DIRIGENTE DEL MILAN - "Leggo tante cose, ma in questo momento sto facendo altro e non ho altri sentori".