Estate 2015, in Brasile c'è un portiere interessante a scadenza di contratto ravvicinata. Gioca nell'Internacional di Porto Alegre e si chiama Alisson, quasi tutti in Italia lo scrivono o pronunciano Allison; lui invece l'italiano vuole impararlo benissimo da subito perché ha capito che sarà il suo destino. La Roma vuole prenderlo, Walter Sabatini si attiva dopo averlo studiato ma nell'agosto del 2015 non può definire l'operazione: Alisson è extracomunitario, i due posti da regolamento sono già occupati, vietato completare l'acquisto.

Cosa fare per bloccare Alisson? C'è bisogno di accelerare perché la Juventus prova a inserirsi: Fabio Paratici lo conosce a memoria e vuole fare sul serio, ha fiutato l'opportunità, vizio del mestiere. Per fortuna della Roma il brasiliano è poco convinto della destinazione bianconera perché da quelle parti ancora per qualche anno c'è un certo Buffon... vuole spazio, chances, l'occasione della vita. Non diventare una figurina come il suo amico Neto.

Sabatini chiama l'amico Marco Giannitti, ds del Frosinone ormai da una vita, una missione più che un lavoro. I ciociari sono neopromossi in Serie A e hanno uno slot per extracomunitari in più a disposizione: "Ma se Alisson lo comprassi tu?", propone Sabatini a Giannitti. Proprio così: titolo definitivo, Alisson al Frosinone per un anno, tesserato regolarmente e poi girato alla Roma nell'estate successiva, pratica comune nei grandi club.

Il Frosinone è comprensibilmente entusiasta, Giannitti conosce questo portiere da tempo e lo prenderebbe volentieri. Oggi sembra un pesce d'Aprile o Football Manager.. all'epoca Alisson però in Europa era un perfetto sconosciuto. E allora via alle pratiche, l'operazione è fattibile perché il prezzo di Alisson a sentirlo oggi fa quasi ridere: 8 milioni di euro. Avete letto bene, non manca uno zero, o-t-t-o milioni per via di quel contratto a scadenza ravvicinata, l'Internacional si accontenta di poco. Mentre la dirigenza prepara i documenti dell'accordo per inviarli a Porto Alegre e contestualmente imposta l'intesa con la Roma per mandare poi Alisson nella Capitale un anno dopo, l'entourage del portiere frena all'improvviso.

L'iniziale via libera diventa uno stop, preferenza a rimanere un altro anno in Brasile e poi vestire giallorosso dall'estate del 2016 con massima calma. Il Frosinone insiste, Alisson però viene convinto dal presidente dell'Internacional a rimanere un altro anno accordandosi da subito con la Roma per la cessione successiva così da evitare brutte sorprese. Il resto è storia.

Perché quegli 8 milioni (!) li versa la Roma nel 2016, una cifra imbarazzante al cospetto di un portiere così forte. Spalletti lo piazza alle spalle di Szczesny per un anno e lo utilizza col contagocce, Di Francesco perde il polacco (che va proprio alla Juve rifiutata da Alisson, ironia del destino) ma sceglie di lanciare quel gigante nato nello stato di Rio Grande do Sul coi piedi buoni e il mito di Julio Cesar.

Nella Capitale nasce una stella, Alisson conquista pure la Seleçao brasiliana; un portiere straordinario. Purtroppo ne ha fatto le spese il Napoli con una parata da fuoriclasse assoluto su Milik che vale un posto agli ottavi di Champions League. "Se avessi saputo che queste sono le qualità di Alisson, lo avrei pagato il doppio!", parola di Jurgen Klopp nel post-partita. Uno che ha sborsato 72 milioni di euro bonus compresi per regalare al suo Liverpool un portiere, qualche anno fa sarebbe stato considerato un folle. Oggi invece diventa genio, perché Alisson fa la differenza e la Kop è pazza di lui come lo era tutta Roma e la Roma, poi 'ricompensata' (ma è convenuto davvero?) da una plusvalenza clamorosa.

Intanto, immaginatelo allo Stirpe con tutta Frosinone a idolatrarlo soltanto tre anni fa: se Alisson avesse controfirmato quei contratti, dove sarebbe oggi?