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"A giugno voglio tornare". Parole secche, chiare. Cariche di voglia e determinazione, inserite in un discorso tanto lungo quanto interessante. Max Allegri era un fiume in piena colmo di passione, ha rotto il silenzio accompagnando i tifosi di tutta Italia nella sua personale visione del calcio, non disdegnando qua e là commenti e aneddoti, ma mantenendo un atteggiamento furbo e prudente. Sì, perché lasciarsi scappare un mezza frase in più, in questo momento, potrebbe mettere in imbarazzo dirigenti e aumentare la pressione sui colleghi. La verità è che, probabilmente, nemmeno Max sa cosa riserverà il futuro.

Le incognite sono tante, gli scenari ancora tutti da scrivere. La certezza è che, dopo due anni di stop, Allegri tornerà in panchina. Partiamo dall'Italia, dove a giugno potrebbe scatenarsi un lungo valzer delle panchine. Le uniche big orientate alla conferma, a oggi, sembrano l'Atalanta e le milanesi, nonostante su Conte resti il punto interrogativo legato a Suning. Juve, Napoli, Roma, Lazio e Fiorentina sono ferme in un limbo tra risultati tutti da scrivere e rinnovi che tardano ad arrivare. Questione Juve: come raccontato ieri, Pirlo ha l'obbligo di qualificarsi alla Champions e deve farlo in maniera convincente. Altrimenti, sarà rivoluzione e scartare a priori l'Allegri-bis è un rischio. Difficile, certo, ma il grande rapporto con Agnelli e un passato vincente sono elementi che non possono non essere considerati.
ROMA E NAPOLI - C'è poi l'asse del mezzogiorno, la doppia pista che porta a Roma e Napoli. Il futuro di Fonseca è sempre più segnato: i dubbi della proprietà aumentano, la qualificazione in Champions - grazie a cui scatterebbe il rinnovo automatico - si allontana. Resta l'Europa League, ma il successo passa da due big come Ajax e Manchester United, prima di un'eventuale finale in cui giocarsi il tutto per tutto. Dai Friedkin filtra delusione, utile ad alimentare quel desiderio manifestato in autunno, quando i vertici giallorossi avevano sondato il terreno con Allegri, trovando la parziale apertura al dialogo previo mercato consistente. Destino segnato, invece, per Gennaro Gattuso a Napoli: la rimonta Champions non basta a coprire le frizioni con De Laurentiis, pronto al cambio. Se è vero che una figura come Allegri porterebbe una nuova mentalità a Castel Volturno, la suggestione di De Laurentiis appare tuttavia quella di cercare un nuovo Sarri, con le scommesse De Zerbi, Juric e Italiano.
 
L'IPOTESI ESTERO - Scartata l'ipotesi Nazionale: il desiderio di rientro a giugno cozza con il progetto Figc, già legata a Mancini fino ai Mondiali del 2022 e vicina al rinnovo. Restano le avventure all'estero, anche se varie opzioni sono andate scemando nel corso dei mesi. Psg e Chelsea hanno deciso di puntare su Pochettino e Tuchel, il Dortmund ha già prenotato Rose, il Manchester United è rinato con Solskjaer. Tutto dipende dal futuro di due big come Mourinho e Zidane: lo Special One è fuori dall'Europa League e rischia di non qualificarsi nemmeno alla prossima, Zizou è in piena lotta per Champions e Liga ma la gloriosa avventura blanca potrebbe essere al capolinea. E che Florentino Perez apprezzi lo stesso Allegri non è un mistero, come confermato domenica dallo stesso Max: "Tre anni fa il Real Madrid mi chiamò, ma dissi che avevo promesso alla Juventus che sarei rimasto e alla fine andò così". Molto difficile, invece, vederlo sulla panchina del Barcellona: rispetto a qualche settimana fa, la posizione di Koeman appare più solida, complice il possibile doblete Liga-Coppa del Re. Ad ogni modo, la sensazione è che il Laporta-bis riparta, eventualmente, da un tecnico con il metodo blaugrana nel dna. Scenari, idee, riflessioni: Allegri è pronto a tornare, due mesi per decidere dove.