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La Juve cambia. Un po' per forza, un po' per scelta. Per forza perché si è fermato Arek Milik, forse appena in tempo: il suo affaticamento muscolare non sembra nulla di grave, ma contro il Maccabi Haifa partirà dalla panchina e lì spera di poter restare fino al triplice fischio finale. Per scelta, perché un turnover ragionato era già in programma praticamente in ogni reparto. Con Max Allegri che già aveva deciso di riproporre Angel Di Maria dal primo minuto, così come Juan Cuadrado e Leandro Paredes. Con Max Allegri che già aveva deciso di far rifiatare almeno Leonardo Bonucci e forse pure Gleison Bremer, forse costretto agli straordinari proprio dal forfait di Milik (con Cuadrado dirottato dalla cintola in su). Con un grosso dubbio tattico, se confermare come da programma il 4-4-2 che ha ridato qualche certezza in più alla ripartenza o se riproporre un 4-3-3 perfetto per Di Maria ma che ha visto la Juve soffrire praticamente con chiunque nella prima parte di stagione. Di sicuro sarà El Fideo l'uomo chiamato a prendere per mano la Juve: se esterno destro o sottopunta a ispirare Vlahovic, verrà deciso solo domani dopo l'ultima rifinitura.
IN CAMPO. Questa quindi la possibile Juve anti Maccabi, da poter schierare secondo un 4-4-2 dal sapor di 4-2-3-1: Szczesny in porta, Danilo, Bremer, Rugani e De Sciglio in difesa, Cuadrado, Paredes, Rabiot e Kostic a centrocampo, con Di Maria alle spalle di Vlahovic. La variante del 4-3-3 vedrebbe un centrocampista in più (Locatelli o Miretti) e un centrale in meno (Bremer o Rugani), con Danilo centrale al fianco di Rugani e Cuadrado di nuovo terzino.