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Mancano poco più di 24 ore e Juventus e Roma si affronteranno sul campo dello Juventus Stadium per il big match della sesta giornata di Serie A. Intervenuto in conferenza stampa il tecnico dei bianconeri Massimiliano Allegri ha presentato così la partita: "E' una partita importante, ma non è la sfida decisiva per lo scudetto. Sono sempre convinto che alla fine del campionato la squadra più forte vinca al di là delle singole gare. La Roma si è rafforzata, ha acquisito una grande fiducia nei propri mezzi, ma noi vogliamo confermarci e batterci sarà sempre difficile".

Impossibile non pensare all'11 titolare che scenderà in campo domanei e ai giocatori in bilico come Andrea Pirlo e Arturo Vidal: "Pirlo lo valuteremo oggi. Ieri ho parlaro con lui, non gioca da un mese e mezzo ma il suo recupero è fondamentale perchè alza il tasso tecnico della squadra. Caceres e Morata sono disponibili. Vidal o Pereyra? Le partire durano 95 minuti e io punto su entrambi. Di sicuro Vidal può migliorare la sua condizione soltanto giocando. L'unico ballottaggio è fra Evra e Asamoah, perchè entrambi mi danno molte certezze. Oggi potrebbe essere la volta di Asamoah".

La sconfitta contro l'Atletico Madrid non ha inciso nel morale della squadra secondo il tecnico livornese: "Una partita non cambia il valore assoluto di una squadra e non pregiudica gli obiettivi della stagione. La squadra ha giocato con buona personalità su un campo difficile. La partita è stata non bellissima e molto tattica. Chi sbagliava perdeva e abbiamo perso noi. Domani dobbiamo essere concentrati e consapevoli di affrontare una squadra forte come la Roma. Dobbiamo giocare con la stessa intensità fisica di Madrid, ma meglio a livello tecnico".

Allegri un anno rifiutò la panchina della Roma per restare al Milan una Roma che, ora deve sfatare il tabù Juventus Stadium: "Credo che la Roma farà una gara diversa dall'anno scorso, hanno molta tecnica e fisicità. Rimpianto di non essera andato alla Roma? Io non ho mai avuto rimpianti nella vita. Quando si fa una scelta in quel momento è quella giusta. Alla fine sono diventato allenatore della Juve".

 

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