Un'altra giornata convulsa, frenetica, ma conclusasi con un altro nulla di fatto. Dopo la cena di mercoledì sera a casa Agnelli, nemmeno il vertice di ieri con la dirigenza al gran completo alla Continassa ha partorito la decisione sul futuro della Juventus e del suo attuale allenatore Massimiliano Allegri. Un summit durato circa 3 ore, nel quale sono stati toccati tutti gli argomenti sul tavolo, dal contratto in scadenza a giugno 2020 del tecnico, passando per le rispettive valutazioni su acquisti e cessioni che la società bianconera effettuerà nella prossima finestra di mercato.

IL NODO DEL MERCATO - Passaggi, soprattutto quest'ultimo, fondamentali per proseguire il matrimonio con reciproca soddisfazione e impostare da subito la costruzione della Juventus che nella prossima stagione andrà a caccia del nono scudetto consecutivo e nuovamente di quella Champions League sfumata troppo presto quest'anno, nonostante un investimento pesantissimo come quello che ha portato Cristiano Ronaldo. Da un lato c'è un Allegri pronto a rinunciare a giocatori coi quali il feeling non è ai massimi livelli, da Cancelo a Pjanic finendo con Dybala, ma che ha richiesto al contempo una mini-rivoluzione che contempli l'arrivo di 4-5 calciatori di livello. Dall'altra parte c'è una società intenzionata sì a cambiare qualcosa, ma senza stravolgere, riprendendo il ragionamento espresso prima della partita con la Roma dal vice-presidente Pavel Nedved e condiviso dal responsabile dell'area tecnica Fabio Paratici. LE ALTERNATIVE - A rendere la situazione ingarbugliata e aperta ad ogni soluzione la non semplice individuazione da parte della Juventus di un valido sostituto a un allenatore capace nel suo quinquennio di vincere 5 scudetti, 4 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e di raggiungere due volte la finale di Champions League. Il nome di Guardiola è stato poco più che una suggestione, così come allo stato attuale delle cose le candidature di Jurgen Klopp e di Mauricio Pochettino presentano molte problematiche. Il ct della Francia Didier Deschamps e il tecnico della Lazio Simone Inzaghi sono i nomi in seconda fila da tenere in considerazione nel caso in cui Agnelli decidesse di liquidare Allegri. Tutti nodi che potrebbero essere sciolti nel terzo e forse definitivo incontro di oggi, programmato sempre alla Continassa e al quale parteciperanno ancora una volta tutti gli attori di questa vicenda. Con un unico scopo, porre le basi alla Juve che verrà.