Ecco le nostre pagelle alla stagione degli allenatori di serie A, in ordine di classifica.

ALLEGRI 9 Un’altra accoppiata scudetto-Coppa Italia, la quarta di fila, con una squadra che in attacco aveva più soluzioni rispetto alla scorsa stagione, ma in difesa decisamente di meno. La Juve non ha entusiasmato per qualità del gioco, però Max ha gestito di nuovo alla perfezione i suoi campioni. Lo scivolone in casa con il Real, aiutato dall’arbitro, ha condizionato la Champions, però la vittoria di Madrid rimane un’opera d’arte, anche se inutile.

 

SARRI 6,5 Non abbiamo visto quest’anno il suo Napoli più bello, non a caso in attacco non è stato brillante come in passato (77 gol, 17 in meno di un anno fa, 9 in meno della Juve e 12 in meno della Lazio). E’ vero che ha conteso lo scudetto alla Juve fin quasi alla fine, ma nel momento della verità è crollato, anche per la mentalità un po’ provinciale di cui questo allenatore non riesce a liberarsi. Quanto alle coppe, tutt’e tre da dimenticare: Champions, Europa League, Coppa Italia.

 

DI FRANCESCO 8,5 In campionato ha ottenuto ciò che doveva e nulla più: un posto in Champions. In Coppa Italia è crollato troppo presto. In Champions, però, ha scritto la storia, sopravanzando squadre di spessore mondiale, dal Chelsea all’Atletico Madrid fino addirittura al Barcellona. Ha catapultato la Roma in una nuova dimensione internazionale, ora tocca alla società aiutare Di Francesco a conservarla.

 

SPALLETTI 6,5 Obiettivo Champions centrato, con una fatica spropositata: l’Inter, che aveva solo il campionato (in Coppa Italia è uscita già ai quarti), è arrivata a pari punti con la Lazio, impegnata ovunque e decisamente meno accreditata. Del bel gioco di Spalletti, che a Roma a tratti ci ha entusiasmato, non abbiamo visto l’ombra. Il risultato minimo c’è, da qui il voto. Ma c’è solo quello.

 

INZAGHI 8,5 E’ l’unico, oltre ad Allegri, ad avere alzato un trofeo: la Supercoppa italiana. La sua Lazio ha giocato spesso molto bene, probabilmente il miglior calcio del campionato. Ha fallito tre obiettivi d’un soffio (quarto posto, semifinali di Europa League, finale di Coppa Italia) ma se pensiamo allo scarso credito di cui godevano i biancocelesti a inizio stagione, il suo percorso è stato quasi miracoloso.

Gioco d’attacco stellare, difesa da panico.

 

GATTUSO 6,5 Ha soprattutto il merito di avere restituito credibilità a un Milan che stava andando alla deriva, anche attraverso una chiara identità tattica. Nessuna impresa, però: il sesto posto (a otto punti dal quinto) è davvero il minimo, in Europa è uscito al primo ostacolo impegnativo, la Coppa Italia è finita con un crollo. Su 34 partite complessive, ne ha vinte 16: non molte.

 

GASPERINI 7,5 E’ riuscito a far sostenere all’Atalanta in modo più che dignitoso il triplo impegno (compresa la Coppa Italia, nella quale ha fatto fuori il Napoli). La squadra ha avuto un calo fisico nel cuore della stagione, inevitabile, ma poi è ripartita alla grande. Gioca bene e fa risultato, benché le partite siano tantissime e i giocatori migliori se ne vadano: un mago?

 

PIOLI 6,5 Ha dato un senso a questa Fiorentina ricostruita con i giovani dopo le troppe partenze estive. Il dramma di Astori è una questione a parte, che però lo ha impegnato a tenere il gruppo con la testa sul campo: ci è riuscito.

 

MAZZARRI 6 Ci aspettavamo che ribaltasse il Toro e gli desse una spinta feroce per ripartire. Ci è riuscito solo in parte.

 

GIAMPAOLO 6,5 Il crollo di fine stagione macchia solo in parte un percorso positivo, nel quale pochi credevano dopo le cessioni di un anno fa.

 

IACHINI 6,5 Ha preso in mano il Sassuolo quando la posizione in classifica si era fatta inquietante, lo ha tirato fuori dai guai riuscendo forse - nel finale - a recuperare almeno in parte il talento di Berardi.

 

BALLARDINI 6 Difesa di ferro per abbandonare la zona retrocessione, poi ha mollato. Un uomo per la salvezza e nulla più.

 

D’ANNA 6,5 Ha una media di punti a partita in serie A da fare invidia perfino ad Allegri: tre incontri, tre vittorie. Chiamato per salvare il Chievo nel finale di campionato, ha messo una toppa - anzi tre - ai disastri combinati dalla società più che dal suo predecessore Maran.

 

TUDOR 6 Ultimo tentativo di Pozzo per evitare la B, ha centrato l’obiettivo, agevolato da un calendario favorevolissimo nelle ultime due gare

 

DONADONI 5 Il suo Bologna, che pure davanti qualche talento ce l’ha, non ha mai divertito e anzi spesso è sembrato una squadra senz’anima.

 

LOPEZ 5 Ha sofferto troppo per salvare un Cagliari che laggiù non doveva proprio starci, almeno per il valore del gruppo.

 

SEMPLICI 7,5 Osservando gli organici delle squadre di A, era difficile ipotizzare che la Spal potesse salvarsi. Non solo ci è riuscita, ma ha anche mostrato un calcio propositivo.

 

ZENGA 5,5 Ha portato il Crotone in B quando sembrava quasi salvo. Il suo rimpianto, assolutamente legittimo: c’erano squadre che meritavano quella terzultima posizione molto più dei calabresi, anche sul piano del gioco.

 

 

PECCHIA 4 Il suo Verona era certamente scarso, ma lui non gli ha mai dato un senso.

 

DE ZERBI 6,5 Arrivato a Benevento virtualmente retrocesso, lo ha accompagnato verso la B con grandissima dignità e indiscutibile correttezza. Spesso abbiamo visto i campani giocare un calcio anche piacevole.

 

@steagrest