Con le 5 reti segnate nel Mondiale per Club, Luis Suarez si congeda da questo 2015 da grande protagonista con 24 centri in altrettante partite nel corso di questa stagione e aggiorna il suo score con la maglia dei blaugrana a 46 gol in 61 partite. Senza contare che la prima apparizione ufficiale è avvenuta soltanto lo scorso 25 ottobre 2014 a causa della squalifica comminata dalla Fifa per il morso a Chiellini nell'ultimo Mondiale. Numeri da fenomeno, cifre che ne confermano lo status di miglior numero nove del mondo in circolazione, pur non avendo il classico physique du role del Lewandowski di turno. Una qualità tecnica purissima e una varietà di colpi difficili da trovare in un solo giocatore, bravo dal giorno del suo arrivo in Catalunya a frenare quell'istinto che lo ha portato spesso a reagire alla minima provocazione e a concentrarsi soprattutto sul campo e sull'intesa con Messi e Neymar, andando a completare probabilmente il più forte tridente di sempre.

Alla luce di queste considerazioni, è oggettivamente incomprensibile tuttora la scelta dei giurati del Pallone d'Oro che hanno escluso Suarez dalla lista dei tre calciatori in lizza per la conquista del premio riservato al miglior calciatore dell'anno. Impossibile non prendere in considerazione Messi e Neymar per le statistiche personali e per i 5 trofei vinti dal Barcellona nel 2015, ma questo Suarez avrebbe dovuto essere preferito di gran lunga a Cristiano Ronaldo. Passino pure i 50 gol realizzati dall'asso portoghese del Real Madrid ad oggi nell'anno solare, ma se i successi di squadra hanno un peso nelle votazioni, nel 2015 i blancos hanno fallito tutti gli obiettivi a disposizione e la storia del dualismo CR7-Messi ha annoiato. La storia stessa del Pallone d'Oro è fatta di podi contenenti solo giocatori della stessa squadra, come conferma il trionfo di Messi nel 2010 davanti a Iniesta e Xavi o quelli di Marco van Basten nel 1988 (davanti a Gullit e Rijkaard) e del 1989 (davanti a Baresi e Rijkaard). Andiamo oltre: nessuno può nutrire dubbi sul fatto che Leo Messi sia oggi il miglior giocatore del pianeta, ma se questo rinconoscimento deve premiare un simbolo dell'anno che sta per andare in archivio e non limitarsi a premiare il migliore in assoluto, questo Mondiale per Club può fornire il pretesto: nessuno più di Luis Suarez merita questo Pallone d'Oro.
Andrea Distaso