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Sul benservito in piazza di Beppe Marotta a Mauro Icardi ("non rientra più nei piani") il commento più comune, in queste ore, è: "così dicendo l'ha svalutato". Siamo in un'epoca in cui i club si vendono giocatori o tramite clausola oppure a poco più del valore residuo di ammortamento. Talvolta, addirittura, vengono rinnovati i contratti di tesserati poco prima di essere ceduti, giusto per fissarne il prezzo, promettendogli di fissarne anche una base di ingaggio più alta. Nel caso di Icardi, come già scritto in questa rubrica, l'unica certezza è che il suo valore non è determinato da una clausola da 110 milioni ormai fuori da ogni logica, quella sì svalutata.

Tra i club qualsiasi dirigente sa che Icardi vale 0 euro. Dopo essere stato iscritto a bilancio a un costo storico di 13 milioni nel 2013 il suo valore è stato ampiamente ammortato e il suo peso è determinato solo da un ingaggio da top player che dovrebbe pesare per circa 11-12 milioni lordi.

Marotta ha sicuramente nella testa una sua valutazione teorica di mercato (come qualsiasi altro addetto o tifoso) ma è bene chiarire che il valore di Icardi per il club non è una clausola obsoleta, quanto piuttosto il valore residuo. Le sue dichiarazioni possono essere suonate troppo dirette, ma svalutare un giocatore che a bilancio vale 0, a parte lo stipendio, sarebbe impresa ardua per chiunque, figurarsi per un dirigente navigato e d'esperienza come lui.

Evidentemente l'ad nerazzurro sa che diversi club (Juve-Napoli) sarebbero disposti a prenderlo e spera in un'asta vecchia maniera, ben conscio che qualsiasi cifra a partire da 1 milione sarebbe plusvalenza netta e permetterebbe di liberare spazio sul monte ingaggi che non è cosa secondaria, soprattutto se vuole garantire a Lukaku uno stipendio simile.

Tuttavia, tra tutte le suggestioni, quella dello scambio con Dybala o con Insigne sarebbe per i club la migliore. In tutti i casi i giocatori hanno un valore residuo a bilancio minimo per le rispettive squadre e questo permetterebbe ai club di darne una valutazione condivisa, potendo registrare plusvalenze importanti, soprattutto in ottica fair play.

Piuttosto Marotta potrebbe aver fatto un favore a Icardi, evitandogli un esilio contiano alla Diego Costa, un favore allo stesso Conte, evitandogli pressing giornalistico nelle ore della sua presentazione e un favore gestionale alla società. Vedremo se la sua strategia pagherà, nulla è sicuro. Ma sostenere che abbia svalutato il giocatore, dal punto di vista dei numeri scritti, non è corretto. Piuttosto, dal punto di vista teorico, è stato frutto di un processo molto più ampio e lungo. E i responsabili e corresponsabili vanno ricercati in un raggio diverso. In attesa che una prossima firma sancisca vincitori e vinti.