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E' uno dei vessilli interisti, il filosofo dell' anti-milanismo. Storiche alcune sue frasi 'Meglio sconfitti che milanisti', 'Il Milan? Cos'è?'. E' Nicola Berti da Salsomaggiore, entrato nella storia grazie all'euro-gol segnato al Bayern Monaco in Coppa Uefa nell'88. Nessun interista può dimenticarlo. Lui prende palla poco dopo la sua area di rigore, corre come un pazzo con la sua andatura dinoccolata, nessuno riesce a fermarlo, salta un difensore, poi il portiere in uscita e infila in rete. Peccato che al ritorno i tedeschi segnano tre gol e l'Inter esce dalla Coppa. Vita sregolata e niente peli sulla lingua, Nicolino dai capelli impiastricciati di gel è uno dei  personaggi più amati dalla curva nord. Un buon mediano, forse un po' troppo discontinuo, ma di sicuro un grandissimo trascinatore.

Berti arriva all'Inter nell'88 dopo Parma e Fiorentina. Il derby e la rivalità con i cugini fanno parte del suo dna. Non a caso la prima partita giocata con la maglia dell'Inter dopo il suo arrivo da Firenze è proprio contro il Milan, anche se si tratta solo di un'amichevole di precampionato. E molti sono i derby in cui il centrocampista lascia il segno.
Dieci anni in maglia nerazzurra con cui  vince uno scudetto, una supercoppa italiana e tre Coppe Uefa. Poi l'Inghilterra con il Tottenham, la  Spagna con l'Alaves e infine l'Australia.

Dopo l'addio al calcio, Berti ha vissuto per dieci anni ai Caraibi, a St Barth. Per poi tornare in Italia e mettere su casa a Piacenza dove vive insieme alla sua famiglia. L'ex centrocampista oggi ha messo la testa a posto, fa il papà, ha investito nel mattone, si diletta a giocare a golf, e di tanto in tanto fa qualche sortita in tv come commentatore...magari per togliersi qualche sassolino dalla scarpa con i cugini.