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Una vita votata al divertimento, messo sempre davanti a tutto e a tutti, dalla legalità al senso del dovere, passando per il calcio. E' Edmundo, meglio conosciuto come O Animal, il brasiliano che ha vestito le maglie di Fiorentina e Napoli.

Edmundo arriva a Firenze nel gennaio 1998 dopo aver polverizzato tutti i record con il Vasco de Gama. L'impatto con il campionato italiano non è facile; il brasiliano è spesso relegato in panchina da Malesani. Dopo appena un mese i tifosi viola fanno già conoscenza con il suo caratteraccio: l'attaccante parte senza preavviso per il Brasile e rilascia dichiarazioni al veleno contro la sua neo squadra. Al suo rientro, un mese dopo, Edmundo chiede scusa e spiega di aver lasciato l'Italia per problemi personali. Il problema era una processo per omicidio colposo e lesioni per un incidente del 1995: il giocatore alla guida della sua Jeep aveva speronato un'auto causando la morte di tre persone. Nel 1998 la sentenza: Edmundo è condannato a un risarcimento di 350 milioni di lire e al pagamento di una pensione mensile per la famiglia di una delle vittime.

 

L'anno seguente sulla panchina viola siede Giovanni Trapattoni. La Fiorentina è lanciatissima in campionato e al termine del girone di andata si laurea campione di inverno, ma ancora una volta il brasiliano lascia tutti di stucco. Nel suo contratto è prevista una clausola che gli consente di tornare in Brasile in occasione del Carnevale. E già questa di per sé è una follia. All'inizio di febbraio Batistuta si fa male al ginocchio, tutti si aspettano che Edmundo, vista la situazione, resti a Firenze a dare una mano alla squadra. Lui di tutta risposta prende il primo aereo per Rio. Orfana dei suoi due bomber, la Fiorentina in quelle settimane perde punti decisivi per lo scudetto. La rottura si è ormai consumata e a fine stagione Edmundo torna al Vasco de Gama.

 

Nel 2001 il ritorno in Italia, questa volta al Napoli. L'accoglienza è quella riservata ai più grandi. O Animal viene presentato al San Paolo davanti a 20 mila tifosi. Lui però tradisce un po' le aspettative e, complice anche un infortunio, non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione. Dopo una breve parentesi giapponese, il brasiliano è poi tornato in patria dove ha giocato fino al 2008.

 

Più che per il suo calcio O Animal sarà ricordato per i suoi colpi di testa, dalla sospensione per due anni della patente per aver perso 219 punti, all'acquisto illegale per la feste del figlio di uno scimpanzè che poi fece ubriacare attirandosi gli strali degli animalisti di tutto il mondo.

 

Oggi Edmundo si è reinventato impresario e ha aperto a Rio de Janeiro una struttura da otto mila posti che ospita spettacoli e concerti.
Forse così riuscirà finalmente a realizzare il sogno di una vita: fare del divertimento un lavoro.