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"Lavorare in sicurezza per costruire il futuro" è lo slogan di questo Primo Maggio virtuale. Non il classico concertone in questo anomalo 2020, ma gli ormai classici video da casa e playlist cantano un mondo del lavoro quest'anno più incerto che mai, tra le chiusure e il distanziamento sociale in questa Fase 1 e la paura delle incombenti nuove crisi economiche che si andranno ad aggiungere alle vecchie non ancora risolte. Rimane, però, intatta la voglia di lottare per permettere a tutti il diritto al lavoro, che si possa svolgere in condizioni di libertà, tutela e dignità, come stabilito nel 1970 dallo Statuto dei Lavoratori, introdotto 50 anni fa e che oggi più che mai è importante riprendere in mano.

A dar voce a questa necessità di rinascita si sono alternati molti artisti per realizzare a distanza un evento collettivo. Dalle ore 20 a mezzanotte su Raitre e Rai Radio2, sotto la conduzione di Ambra Angiolini si sono esibiti Vasco Rossi, Gianna Nannini, Zucchero, Francesco Gabbani, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Alex Britti, Bugo (con Nicola Savino al posto di Morgan), Lo Stato Sociale, Le Vibrazioni, Irene Grandi, Paola Turci, Noemi, Tosca, Edoardo Bennato, Niccolò Fabi, Fasma, Fulminacci, Dardust, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Francesca Michielin. Di grande spessore gli ospiti internazionali: Sting e la poetessa del rock Patti Smith

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Un'occasione importante anche per pensare a tutti quei lavoratori dello spettacolo che in questo momento, con la macchina dei live lontana anni luce da una ripresa, vivono questi momenti di grande difficoltà senza vedere una vicina via d'uscita. Si parla di più di 200 mila lavoratori (tra tecnici del suono, montatori di palchi, tecnici delle luci, make-up artist e tanti altri) che di solito riempiono anche il Concertone e dietro le quinte ci permettono di vivere al meglio lo spettacolo, e che rischiano di essere esclusi dal "Decreto cura Italia" perché il loro contratto è "a chiamata".

E in questo Primo Maggio all'epoca del Covid-19 emerge, nel mondo del calcio, in solidarietà al mondo dei lavoratori,  la voce del centrocampista del Barcellona, Ivan Rakitic. Il croato ha infatti rilasciato una forte dichiarazione, che spinge per una riapertura del mondo del calcio: "Voglio giocare anche rischiando il contagio, come gli altri lavoratori. Noi calciatori siamo dei privilegiati ed è arrivato il momento di ripagare la gente che si diverte a guardare le partite".