Under 21 e non solo. Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, commentatore tv e attuale Capo Delegazione under 21 per l'Europeo che prenderà il via il 16 giugno, è stato ospite della redazione di Calciomercato.com. Dalla Nazionale di Di Biagio al Milan, da Allegri a De Rossi, tanti gli argomenti trattati.

Che idea si è fatto del Milan?
Non è una situazione semplice. C'è un fondo che parla poco, non ho idea di quali siano i piani. Se vuoi vincere è chiaro che devi investire, se vuoi programmare devi comunicare che la programmazione comporta del tempo, che non si può vincere subito.

Come giudica la stagione di Gattuso?
Ha fatto il massimo che poteva fare. Con l'ambiente, con la rosa, con i problemi che ha avuto. Il suo giocatore più forte, sul quale il Milan aveva investito e puntato (Higuain ndr) è andato via a gennaio...Roma e Lazio probabilmente sono più attrezzate eppure, se le cose non cambiano domenica, chiuderanno dietro. Certo, poteva fare qualcosa di più come tutti, tutte le squadre dietro alla Juve hanno perso punti. L'unico neo è l'Europa, dove almeno qualificarsi alla fase a eliminazione diretta.




Le piace Sensi?
E' un giocatore vero, che sa fare tante cose, che le sa fare bene. Ha personalità, si fa dare la palla, non ha paura di prendersi le sue responsabilità. Va inserito in un contesto giusto, in un certo tipo di calcio, con un allenatore che ragiona in un modo chiaro, ma è cresciuto molto. Ha fatto il salto di qualità. Credo che finità in una big.

In questo calcio ci sono 'nuovi Ambrosini'?
I giocatori di oggi sono diversi da me, non riesco a trovarne uno che mi assomiglia. Io stavo lì in mezzo, ero un incontrista, facevo a sportellate, mi inserivo. Mi sono costruito una carriera così. 

Pirlo può diventare un grande allenatore?
Ha tante conoscenze calcistiche, ha spunti. Quando lo senti parlare ti accorgi che c'è 'un po' di genio". Deve convincersi di fare l'allenatore, non è un mestiere semplice. Non bastano le intuizioni, bisogna studiare. Un allenatore è anche conoscenza, è gestione. Credo posso farlo, deve solo capire cosa vuole.

Non ha mai pensato di fare l'allenatore?
Credo di non esserne capace. Forse per il carattere. Di certo non mi piacerebbe allenare i grandi, forse i ragazzini. Se dovessi intraprendere la carriera da allenatore avrebbe comunque una fine. Chi fa l'allenatore oggi ha il fuoco dentro, ha l'ambizione di andare ad allenare ovunque. Io non ce l'ho. Mi piacerebbe stare in campo, senza dubbio, ma lo farei per una categoria giovanile.

De Rossi ha ancora il fuoco dentro per giocare?
Sì, certamente. Mi sono rivisto molto in lui. Quando diventi più grande il fuoco è un modo di far vedere a tutti che puoi farlo ancora. Il modo con il quale è stato mandato via mi ha ricordato la mia situazione. A lui l'hanno comunicato prima rispetto a me, una tempistica decisamente più felice rispetto a quanto è successo a me. Gli hanno permesso, così, di giocare, di vivere un'ultima partita, davanti ai tifosi. Io l'ho saputo solo alla fine, non mi hanno dato la possibilità di salutare la mia gente.




Gli consiglieresti un'altra squadra italiana?
Firenze è stata una grande esperienza. Mi sono preso un rischio che poi è stato ripagato. Volevo rimanere, poi non sono ci sono state le condizioni, ma è stato un anno magnifico. E' chiaro che bisogna valutare tutte le alternative. Se hai un'alternativa valida, all'estero, va considerata. E' bello andare all'estero e confrontarsi con un altro tipo di calcio. E' un'esperienza di vita.

L'addio di Allegri è stata una sorpresa?
No, ci poteva stare. Non è stato scandaloso, è stata la scelta migliore per lui e per la Juventus.

Sarri può essere il prossimo allenatore bianconero.
Se scegli di cambiare Allegri è logico provare qualcosa di diverso dal punto di vista calcistico. Meglio di Allegri, da un certo punto di vista, non so chi ci possa essere. Quello che ha dato Allegri ha portato la Juve a certi risultati. Sarri è il profilo giusto? L'esperienza al Chelsea gli è servita, è cambiato in positivo, è meno rigido. 

Anche Pochettino è sulla lista di Agnelli.
A livello gestionale, di calcio, è diverso da Sarri. E' un allenatore che mi piace, che ha personalità, un profilo giusto.