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“Amici mai”, cantava Antonello Venditti. E in un mondo così polarizzato come quello del calcio l’assioma è spesso rispettato. Grandi rivalità, grandi sfide e poche sincere amicizie tra i protagonisti dello sport più popolare al mondo. Due come Roger Federer e Rafa Nadal insomma sono difficili da trovare. Due che da nemici sul campo diventano una sorta di migliori amici e vogliono che ci sia l’uno nel momento in cui l’altro dice addio. La foto dei due mano nella mano resterà nella storia dello sport e dà un esempio a tutti gli sportivi nel mondo.

Nel calcio si diceva sono stati e sono tanti i duelli. C’è chi si “odia” e non fa tanto per nasconderlo, vedasi Messi e Ronaldo, così diversi e mai davvero sulla stessa pagina. C’è stato chi per anni non faceva altro che aspettare fosse il momento di sfidarsi in campo per rifilarsi, perché no, anche qualche calcione. Basti pensare ai tanti duelli tra Vieira e Roy Keane nella Premier di qualche anno fa. Ma la lista potrebbe continuare a lungo. Quelli che vogliamo sottolineare sono invece quei personaggi del mondo del calcio che hanno saputo sotterrare l’ascia di guerra, andare oltre la rivalità del campo per instaurare una bella e sentita amicizia.

DUELLANTI – Sandro Mazzola e Gianni Rivera ci hanno dovuto convivere per tutta la loro carriera con il loro dualismo. Le staffette, le divisioni tra i tifosi in Nazionale. Nel loro calcio entrambi non potevano giocare. Ecco quindi che uno escludeva l’altro anche se fuori dal campo, pur essendo bandiere del Milan e dell’Inter, i due hanno sempre avuto un buon rapporto. Le frecciatine su chi fosse il migliore non se le sono risparmiate, ma il rispetto e la stima reciproca non sono mai mancati. Tanto che in coro in un’intervista di qualche tempo fa hanno ribadito come anche a distanza di anni i due si reputino ancora amici.

TALENTI – Altri due talenti nostrani spesso messi in contrapposizione tra loro, più dai media che da loro stessi. Alex Del Piero e Francesco Totti sono tra il meglio che l’Italia ha potuto produrre negli ultimi 30 anni, eppure anche loro sono spesso stati visti come rivali. Niente di più lontano. I due sono legati da una forte amicizia e, escluso il Mondiale del 2006, hanno più volte espresso un solo grande rammarico: quello di non aver potuto giocare di più insieme. Rivali di grandi sfide tra Juve e Roma, hanno saputo unire i cuori degli italiani solo in poche circostanze.  
ATTACCANTI – Di punte ultimamente l’Italia non ne ha prodotte tante. I migliori interpreti di questo ruolo sono stati senza dubbio Ciro Immobile e Andrea Belotti. Insieme hanno giocato poco, complice anche un modulo, quello usato da Mancini, che prevedeva una sola punta. I due però non si sono mai ostacolati, anzi hanno sempre descritto l’altro come il miglior amico nel mondo del calcio. Sempre l’uno a sostegno dell’altro, sono stati protagonisti in bene del trionfo agli Europei e in male della mancata qualificazione ai Mondiali. Compagni di squadra anche al Torino, hanno dimostrato come la competizione possa restare in campo e lasciare spazio alla sana amicizia fuori.

LEGATI – Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci si sono affacciati alla Serie A insieme. Con la maglia del Bari hanno formato una coppia di giovani difensori promettenti ma che è durata poco per l’infortunio dell’ex Monza. Il futuro della carriera li ha visti poi approdare nelle due più grandi rivali del nostro calcio: Inter e Juve. Ma ciò non li ha allontanati. E nel momento dell’addio al calcio di Ranocchia, il suo vecchio compagno lo ha ricordato con un post sui propri social. Anche a distanza di anni, un’amicizia sopravvive alla rivalità.

BOX TO BOX – Nel calcio inglese forse due centrocampisti così forti e, per certi versi simili, non si erano mai visti nello stesso momento storico. Gerrard e Lampard hanno vissuto carriere parallele con la nazionale inglese che ha provato ad unirli, con scarsi risultati. I tabloid hanno spesso cercato di far montare una rivalità tecnica e umana che in realtà non c’è mai stata. I due, oggi entrambi allenatori, sono sempre stati amici e rispettosi l’uno dell’altro.

I casi sarebbero innumerevoli. Da Abraham e Tomori, cresciuti insieme al Chelsea e ora rivali con Roma e Milan, a Buffon e Casillas, a lungo “nemici” per il ruolo di miglior portiere al mondo ma in realtà amici di vecchia data. Vogliamo chiudere questa rassegna però con due allenatori che da poco si sono sfidati: Alvini e Sarri. Ha vinto quest’ultimo che ha portato la sua Lazio a trionfare al Zini sulla Cremonese, ma per il tecnico dei grigiorossi sfidare un suo maestro è stata già una data da segnare sul calendario. I due hanno avuto una traiettoria simile da allenatori, partiti dal basso e arrivati alla Serie A con fatica e dopo una lunga gavetta. Molto vicini fuori dal campo, Alvini ha addirittura portato Sarri come tesi del suo esame a Coverciano. O meglio, ha portato una tesi dal titolo “Come si batte il Napoli di Sarri”. Nel primo incrocio ufficiale tra i due non ci è riuscito, ma l’obiettivo sarà riprovarci al ritorno. Battere un amico d’altronde ha tutto un altro sapore.