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Un gol al Diavolo vale un tatuaggio. Perché è stato il primo nel Genoa, perché è stato una scarica d’emozione («Da tanto tempo non provavo una gioia così») e perché in ballo c’è una promessa da mantenere. Antonio Floro Flores a Genoa Live racconta: «È vero, mi tatuo la data della prima rete in rossoblù». Col Milan, 6 febbraio 2011. Quando l’appuntamento con l’ago? «Vediamo, non è che mi sveglio e vado. Devo decidere il punto del corpo e adesso c’è da fare pure il tatuaggio per il figlio in arrivo, Armando». Terzo erede, la moglie Michele partorirà a giorni. Altro motivo per tentare il bis a Bari, dedica pronta. E la via, oltre che tecnica, è scaramantica: «Non ho manie particolari prima della partita. Però, fin da ragazzino, uso le scarpe della partita precedente se in quella ho segnato». Al San Nicola, per Floro Flores, scarpe confermate.

Il calcio, d’altra parte, di scongiuri e talismani è sempre stato ricco. Rosari e bottigliette d’acqua santa per gli allenatori, altri ammenicoli per i giocatori. Come il portiere del River Plate Amadeo Carrizo che esorcizzava i demoni avversari grazie a un berrettino che non toglieva mai: 8 match senza subire reti. Un giorno Angel Clemente Rojas del Boca Juniors glielo rubò e l’incantesimo svanì: due gol subiti, il River perse il derby. Buono a sapersi, la stracittadina di Genova è mercoledì, bisogna mettere le scarpe giuste.

 

E curiosamente il rito di Floro Flores è lo stesso di Alberto Paloschi, il quale però ancora aspetta di poterlo applicare nel Grifone. Semmai il giovane attaccante potrà cercare di sfruttare la “magia” ricalzando le scarpe che portava nelle ultime due stagioni, se le ha ancora. Al Bari sa far male: colpo di testa il 4 aprile 2009; controllo in area, superamento di Ranocchia e parabola di destro il 28 ottobre 2009. E Paloschi ha anche molte altre scaramanzie da gol. Qualche esempio? Partita a carte con la madre. Alcuni pasti fissi in settimana a base di minestrone o di bresaola, come maestro Pippo Inzaghi. I parastinchi regalati da Andrea Pisanu prima di una gara contro l’Albinoleffe. La musica nell’iPod che funziona come le scarpe: «Se faccio gol, prima della partita dopo ascolto esattamente gli stessi brani». E un’altra “mania” ancora, il film pre-partita, abitudine in cui a Parma lo accompagnava Luca Antonelli. Il terzino è alla prima convocazione genoana, il rito può cominciare anche in rossoblù.