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Il crollo del Napoli è verticale. Ieri con l'Udinese l'ennesimo scialbo pareggio, che ha mostrato una volta di più una squadra spenta, abulica, senza cattiveria. Sono solo 5 i punti raccolti nelle ultime 7 giornate, l'ultimo successo in campionato risale al 19 ottobre, 2-0 al Verona. La zona Champions si allontana, ma Ancelotti non fa un passo indietro, inflessibile e incrollabile nelle sue convinzioni.

IN BILICO - "Cerco di essere ottimista e di guardare avanti. Spero che questa squadra abbia ancora voglia di uscire da questo momento difficile. Non ho mai pensato alle dimissioni, mi sento molto più coinvolto ora che quando le cose andavano bene". La nave sta affondando, ma il comandante non molla. Nonostante le critiche e la difficile gestione dello spogliatoio, Ancelotti non ha alcuna intenzione di dimettersi. Ma, mai come in queste ore, è in bilico. Neanche una vittoria con il Genk gli garantirebbe la permanenza sulla panchina azzurra.

CONTATTI - Sì, perché intanto De Laurentiis ha avviato le consultazioni per capire chi potrebbe sostituire il tecnico di Reggiolo. Dietro alla scelta di proseguire con Ancelotti c'è anche la mancanza di alternative di livello disponibili a salire su un pericolante carro in corsa. Tanti i profili valutati, tra cui Spalletti, ancora legato contrattualmente all'Inter, e il grande ex Reja. C'è poi Massimiliano Allegri, legato da un rapporto di stima e amicizia al presidente De Laurentiis, che però ha già dichiarato di voler restare fermo fino al termine della stagione. In lista resta forte, nonostante l'interesse della Fiorentina, anche il nome di Gennaro Gattuso, con cui c'è stato più di un contatto, tramite l'agente Fioranelli e anche Jorge Mendes, prezioso intermediario. La proposta semestrale degli azzurri non soddisfa del tutto l'ex Milan, titubante e consapevole di piacere a Commisso, patron dei viola. E allora De Laurentiis attende e valuta: martedì sera contro il Genk c'è un solo risultato possibile, poi verrà fatta chiarezza sul futuro di Ancelotti.