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Il progetto passato, presente, e futuro dell'Inter a marchio Suning non prevede follie. Del resto lo stesso Antonio Conte nel momento della presentazione da nuovo allenatore l'aveva detto: "No more Pazza Inter" e anche se questa volta il discorso è prettamente economico, il tecnico salentino ha dovuto arrendersi all'evidenza anche in vista dell'attuale mercato.

RISCHIO FAIR PLAY FINANZIARIO - Sì perché dopo il vertice di Nanchino con il patron Zhang Jindong e l'ad Beppe Marotta, Conte ha sposato la linea morbida tirando in ballo uno spettro che, per l'Inter sembrava passato: il Fair Play Finanziario. "Per quanto riguarda il mercato e per i nomi che circolano penso che saranno fatte delle riflessioni e saranno prese delle decisioni per il bene dell'Inter, tenendo conto di tutto, anche del Fair Play Finanziario, non solo del campo. Certo che le decisioni possono spostare l'ago della bilancia e anche le aspettative". Tradotto, se non arriverà Lukaku sarà perché, economicamente, l'Inter rischia di rimetterci. 

ANCHE MAROTTA FA MARCIA INDIETRO - Perfino lo stesso Marotta, che la punta belga aveva provato a prometterla a Conte, ha dovuto fare marcia indietro: "​Ogni scelta va condivisa con Conte ma deve anche essere dettata dal rispetto di equilibri finanziari ed economici e quindi siamo molto attenti al rispetto del financial fair play. Non possiamo fare investimenti troppo onerosi, rischiamo di ricadere nuovamente nelle griglie dell'Uefa".

MA NON ERA TUTTO FINITO? -
L'Inter è quindi davvero fuori dal Fair Play Finanziario? La risposta è sì, ma per non finirci nuovamente dovrà comunque rispettare delle regole perché ogni triennio, quindi anche quello che comprende quest'annata, è e resta sotto esame. Se l'Inter sforerà il deficit al 30 giugno 2020 di oltre 30 milioni sarà costretta a rimediare nell'annata successiva o sarà nuovamente costretta a firmare un nuovo settlement agreement.

FRENATA DA ICARDI - Per questo, per essere tranquilla non solo in questa estate, ma anche nella prossima, l'Inter ha programmato la cessione di uno dei giocatori più importanti come Mauro Icardi. La sua cessione, per non meno di 60 milioni, garantirebbe infatti una plusvalenza pulita di egual valore e, di conseguenza, la possibilità di "giocare" con i bilanci e con le trattative di mercato con più facilità. Senza l'addio dell'argentino il progetto si complicherebbe e da altri addii si dovrà trovare quel budget utile a mettere in sicurezza il bilancio.