"Oh Acmilan, Oh AcMilan". Che bello uscire dallo stadio di Marassi  con lo stesso coro che ha avvolto due volte l’Olimpico. Come a Roma, anche a Genova, sventolano le bandiere rossonere di tifosi entusiasti e felici. Era tanto tempo che non esultavo così a un gol dei Ragazzi, arrivato a quattro secondi dalla fine, Ragazzi che hanno creduto fino in fondo di vincere una partita difficile, comunque ben giocata e a lungo dominata. Nessuna squadra italiana  ha imposto il suo gioco, ha mostrato tanta autorevolezza al "Ferraris" come il Milan di Rino Gattuso

Il titolo di  "Man of the match" è stato vinto da André Silva, l’Etoile, che come il mago omonimo ha tolto dal cilindro della sua classe il coniglio, con al seguito tutti i figli, grazie a un colpo di testa sul primo palo di vanbasteniana memoria. Tanti credono in questo potenziale fuoriclasse, non ancora campionissimo ma comunque uno dei più interessanti prospetti di grande centravanti sui campi d’Europa. Fondamentali le mosse coraggiose di Gattuso, al quale non interessava il pareggio. Ha mostrato coraggio costringendo il Genoa ad abbassarsi, quando ha inserito  le due punte, subito Cutrone, entrato benissimo, poi André Silva per Kalinic, ancora in difficoltà e dunque sfortunato, fermato da un miracolo di Perin sulla sua conclusione rasoterra. 

Con questo risultato, il Milan cancella vecchi numeri del passato. Torna alla quarta  vittoria consecutiva  dopo quattro anni. Sono passate invece cinque stagioni dalle ultime quattro  partite senza subire reti, grazie soprattutto alla coppia Romagnoli-Bonucci, due splendidi dioscuri. Con la vittoria di Genova, poi, la squadra milanista raggiunge il Napoli con 22 punti, al secondo posto nella classifica del girone di ritorno, pur avendo disputato una partita in meno, a soli due punti dalla Juventus a quota 24. Ultimo numero, ma forse il più significativo riguarda il … ritorno in Europa. Oggi il Milan è sesto, dunque in Europa League, dopo cinque mesi e mezzo, l’ultima volta il 24 settembre. Insomma, la squadra è tornata massimamente competitiva, la sconfitta contro l’Arsenal è stata un apostrofo nero  tra le  parole "L’ENTUSIASMO", le prefiche tornano mute in un angolo.

Non guardo però oltre, a sogni di una Europa più grande, perché la concentrazione è rivolta solo  all’impegno di giovedì. Saranno 3.500 i tifosi  rossoneri che si daranno appuntamento sulle tribune dell’Emirates, tifosi che vogliono in campo la formazione titolare, come sembra l’intenzione di Gattuso. Anche lui sa bene che  non passare il turno entrerebbe nell’ordine naturale delle cose, dopo lo 0-2 dell’andata. Qualificarsi significherebbe entrare nella storia!