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La musica indie, l'Atalanta di Gasperini, Bergamo e la benedizione musicale dei Pinguini Tattici Nucleari: c'è questo e molto altro nella vita e nei progetti musicali di Angelica Gori, figlia della giornalista Cristina Parodi e del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Insieme all'amico e chitarrista Alessandro Belotti ha creato il progetto 'Chiamamifaro', una band (prima ancora che un duo) che lo scorso anno ha aperto i concerti estivi degli Eugenio in Via di Gioia e che, dopo quattro singoli già in rotazione (Bistrot è l'ultimo uscito il 30 aprile), il prossimo 11 giugno farà uscire il proprio EP d'esordio. Abbiamo incontrato Angelica, per farci raccontare qualcosa di più sui suoi progetti. 

Come nasce la tua passione per la musica? 
"E' sempre stata una costante in famiglia. La fonte principale d'ispirazione è mio zio, che dopo ogni pranzo o cena ci deliziava con la sua chitarra. Si creava un'atmosfera magica e mi è venuta voglia di poterla creare in prima persona: così ho iniziato a suonare e, con il tempo, anche a scrivere". 

E invece il progetto 'Chiamamifaro' come si sviluppa? 
"E' nato tra i banchi di scuola, grazie all'incontro con il mio compagno di liceo Alessandro. Ci siamo messi a suonare insieme e abbiamo inviato in giro i nostri primi demo. All'inizio abbiamo ricevuto molti 'pali', ma con il lavoro siamo migliorati e abbiamo ottenuto i primi risultati. Ci consideriamo un gruppo a tutto tondo. Sul palco siamo in cinque, siamo due solo a livello di nucleo creativo". 

Musicalmente a chi vi ispirate? 
"Di ispirazioni ne abbiamo tante: io sono sempre stata grande fan di Jovanotti e i primi album di Calcutta sono stati essenziali, per noi come ovviamente per tutta la scena indie italiana". 

Progetti dal vivo per il futuro? 
"Finora dal vivo abbiamo fatto poco purtroppo, per ovvi motivi legati alla pandemia. L'anno scorso abbiamo fatto un concerto al Circolo Magnolia, a Milano, in apertura agli Eugenio in Via Di Gioia. E' stato il nostro primo live, speriamo di poter suonare un po' di più quest'estate". 

Cosa pensi dei talent, possono essere una buona via per il successo? 
"Ho sempre seguito X Factor. Non credo però che faccia per me l'idea di partecipare a un talent. Il rischio, se non ti va veramente bene come successo a pochi, è di bruciare troppo le tappe. Sono un'arma a doppio taglio che va usata con attenzione". 

Che influenza e ruolo hanno avuto i tuoi genitori in questa carriera musicale? 
"Mamma e papà non mi hanno mai spinta a fare scelte di alcun tipo, ma mi hanno sempre supportata qualunque decisione prendessi. La cosa più importante che ho imparato da loro è la passione per il lavoro e la filosofia che per arrivare a qualsiasi traguardo sia importante studiare e lavorare con impegno". 
Come è essere 'figlia d'arte? per chi vuole intraprendere una carriera nello spettacolo? 
"E’ un aspetto con il quale faccio i conti da tempo. Però se prima la vivevo male, da qualche anno sono tranquilla. Ho capito che la cosa più importante sono i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori e la volontà di percorrere questa strada sulle mie gambe, vada come vada. Quindi anche se mi daranno della raccomandata, cosa che succederà, me ne farò una ragione: ormai sono già in pace con questa cosa". 

Sei tifosa di calcio? 
"Sono tifosa dell’Atalanta. In questi ultimi anni la Dea ci sta dando tante soddisfazioni e, da bergamasca, mi rende sempre molto orgogliosa. C’è un senso di comunità a Bergamo che si avverte ancora più forte quando c'è una partita dell'Atalanta". 

Con zio Caressa parli mai di calcio? 
"Poco, si diverte di più a parlare di calcio con mio fratello. Noi parliamo più spesso di musica. Zio Fabio è una persona loquace, con lui posso parlare davvero di qualsiasi argomento. Tra l'altro anche sua figlia Matilde ha studiato canto e sta scrivendo le sue prime canzoni. Potremmo entrare presto in una divertente competizione canora tra cugine". 

Com’è il tuo rapporto con Riccardo Zanotti (frontman dei Pinguini Tattici Nucleari e produttore di Chiamamifaro, ndr)? 
"Siamo concittadini e ci siamo conosciuti a un Festival in provincia di Bergamo. Inizialmente siamo diventati buoni amici, poi lui si è appassionato del progetto 'Chiamamifaro' e ci ha dato una bella iniezione di fiducia. Quando un musicista e produttore bravo come lui apprezza quello che fai, ti dà l'energia giusta per continuare. Lavorare con lui in studio è una scuola: ci ha insegnato e continua a insegnarci molto". 

A chi, del mondo del calcio, dedicheresti una tua canzone? 
"Senza dubbio a Gasperini. E' un personaggio che ha avuto una visione e ha voluto scommettere su una squadra che, prima di allora, a questi livelli non era mai arrivata. Tra l'altro ha puntato sui giovani e su calciatori allora poco conosciuti e ha creato una squadra che ci fa sognare". 

Qual è stato il concerto che ti ha regalato più emozioni? 
"Sicuramente i The Lumineers a Milano. Sono la mia band preferita e dal vivo sono spettacolari. Mi piacerebbe, appena tornerà possibile, vedere dal vivo Madame, Mahmood e Dua Lipa". 
 
E il momento più emozionante riguardante il calcio? 
"Ricordo con grande piacere il Mondiale 2006. Ero piccola, tanto che rappresenta il primo ricordo lucido della mia infanzia. Eravamo in Scozia con amici, unici italiani in un pub pieno di scozzesi ed è stato molto bello. Purtroppo l'emittente tv era inglese, quindi mi sono persa la telecronaca di mio zio Fabio".