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Nel calcio in cui non esistono più le bandiere fa strano sentire giocatori che dicono: “Per i prossimi quattro o cinque anni vorrei restare”, oppure: “Essere il portiere del Genoa è un sogno”, soprattutto se i due in questioni sono stati avvicinati per mesi alle grandi potenze del calcio italiano. Le firme in calce alle dichiarazioni sono di Antonelli e Perin, non due a caso, anzi, pilastri inamovibili dell’undici che con Gasperini è tornato a respirare l’aria del grande calcio senza dover guardare alla zona retrocessione come spauracchio della stagione. Il senso di appartenenza ai colori rossoblù è sempre stato il valore aggiunto del Grifone, una società e una tifoseria che sanno entrarti dentro e che ti rimangono nel cuore. Così i due giocatori più rappresentativi della squadra, nonostante siano giovani, forti, corteggiati e in odore di Mondiale in azzurro si legano alla Genova rossoblù, allontanando il mercato.

Alle parole Antonell ha più volte fatto seguire i fatti, nell’estate scorsa rifiutò il Napoli, a gennaio nonostante la corte degli azzurri e non solo è rimasto e ora sta vivendo la migliore stagione della carriera. Resterà, a meno che le casse societarie non abbiano bisogno di ossigeno ma se così dovesse essere nessuno potrà imputare nulla al giocatore. Discorso analogo a livello economico per Perin. Tutti lo guardano, tutti lo vogliono, perché è in assoluto il miglior numero uno in Italia della classe ’90. Prenderlo significa avere la porta blindata per i prossimi dieci anni. Lui tiene i piedi per terra, cresce di partita in partita e aspetta la sua occasione in Nazionale. Le grandi lo guardano ma i canti delle sirene non lo raggiungono. Antonelli e Perin hanno giurato fedeltà, ora toccherà alla società accontentarli regalandogli un Genoa capace di tornare a sognare l’Europa.