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Con le richieste di condanna da parte del procuratore generale Alberto Cozzella, in riforma della sentenza di primo grado, si è conclusa la prima udienza del processo di Appello che vede imputati l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi ad alcuni componenti della Gea World, la società che a partire dal 2001 gestiva le procure di numerosi calciatori di serie A e B. Per Moggi, che in primo grado è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione, il pg ha chiesto 4 anni e 8 mesi mentre per il figlio Alessandro, condannato in primo grado ad un anno e due mesi, chiesti 4 anni di reclusione. Per il figlio del tecnico della nazionale di calcio, Davide Lippi, assolto in primo grado, Cozzella ha chiesto un anno e 4 mesi, per il procuratore di alcuni calciatori, Francesco Zavagli, anche egli assolto in primo grado, chiesti due anni e 4 mesi. Infine Francesco Cervolo, dirigente sportivo, assolto in primo grado, il pg ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione. LE PRECEDENTI RICHIESTE - Richieste 'attenutate', dunque, rispetto alle precedenti. Il pm del processo Luca Palamara, infatti, nel novembre 2008, aveva chiesto 6 anni per Luciano Moggi, 5 per Alessandro Moggi, tre anni e 6 mesi per Davide Lippi, due anni e quattro mesi per Francesco Ceravolo e otto mesi per Pasquale Gallo. LA REQUISITORIA - Nella sua requisitoria, durata pochi minuti, il pg ha riconosciuto la fondatezza dell'impianto accusatorio di primo grado ribadendo l'accusa di associazione per delinquere poi esclusa in giudizio: «Ci sono telefonate inequivocabili - ha affermato Cozzella - da cui emerge la conduzione di determinate attività in vista di determinati risultati. Appello del pm calibrato e ponderato al punto di condividere le richieste di condanna della Procura». Il processo, presieduto da Giovanni Masi, riprenderà il prossimo 29 settembre.