Nicolas Burdisso, ex difensore dell’Inter, parla del suo rapporto con Leo Messi a la Gazzetta dello Sport: “Non è vero che in nazionale Leo soffre Maradona: nel 2010 ho visto da vicino il rapporto che avevano. Il grado di emotività dell’argentino nei confronti dell’Albiceleste è spaventoso, ma quando mette la maglia dell’Argentina la sofferenza di Leo non è di identità, è calcistica: nel Barça gioca con gente che fa parte di una scuola, prima che di un club, poi è dura doversi confrontare con un progetto che cambia in continuazione: faticherebbe anche Cristiano Ronaldo. Messi non è un mio amico, perché ne ho davvero pochi nel calcio. Con lui ho anche litigato di brutto, dopo Argentina-Colombia 0-0 in Coppa America 2011, quando le nostre facce arrivarono molto vicine si mise in mezzo Gabi Milito, che giocava con lui nel Barça: “Nico, devi farla finita tu: lui quando si incazza non si ferma”. Però porto ad esempio l’umiltà di Messi, ho conosciuto giocatori nel Genoa o nel Toro che se la tirano più di lui. Ed è il migliore che ho incrociato in campo, per la qualità ma anche la quantità di cose che fa: in 21 giocano una partita, e lui un’altra”.