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La pelota siempre al diez. Un mantra del calcio sudamericano calibrato sempre più su Lionel Messi. Il giocatore del Psg ha dato un altro clinic della sua classe nella sfida vinta dall’Argentina sull’Australia valida per gli ottavi di finale ai Mondiali in Qatar. Leo l’ha aperta con un gol dei suoi, un piattone di sinistro preciso e imparabile. Ma tutta la sua prestazione è da sottolineare: guizzi, assist, leadership per la stella più luccicante del torneo.

E non era una gara come le altre per Messi. Si trattava infatti della sua millesima da professionista, griffata con un nuovo gol, il 789esimo, affiancato da 348 assist. Quella di questa sera è anche la sua prima rete in una fase finale dei Mondiali, un altro obiettivo sbloccato dalla Pulce. Alla sua quinta rassegna iridata, Messi è diventato il calciatore argentino con più partite giocate nella fase post gironi (23 contro le 21 di Diego Armando Maradona), 16 delle quali da capitano, meglio del messicano Rafa Marquez (15), di Dino Zoff (14) e Paolo Maldini e del tedesco Philipp Lahm, entrambi a 13. Leo è il capocannoniere del torneo, insieme a Morta, Gakpo, Valencia e Mbappé e continua anche un’altra scalata, quella nella classifica dei goleador Mondiali dell’Albiceleste. Ora è a 9 gol, uno in più di Maradona e uno in meno di Batistuta.
L’addio alla nazionale è solo un ricordo. Leo è il leader di un gruppo che si affida totalmente al suo totem, come dimostrano le parole del portiere della Seleccion, Emiliano Martinez. “Lui è il 99,9% dell'Argentina, l'altro 0,1% dobbiamo mettercelo noi", ha detto. Scaloni si augura che i due tasselli del puzzle riescano a combaciare per tornare ad alzare una Coppa che manca dal 1986.