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Alla fine è arrivato Arek Milik. E alla Juve possono essere abbondantemente soddisfatti per l'inizio del polacco e l'esito di una trattativa che sta permettendo di valutare un colpaccio potenziale senza alcun rischio. Prima di Milik, però, la Juve ha valutato tanti altri giocatori, provando anche a prenderli prima di virare altrove, da Alvaro Morata a Memphis Depay la lista è lunga. Ben più di un tentativo poi è stato effettuato per Marko Arnautovic, che in quella lista aveva occupato uno dei primissimi posti fin dalle primissime battute di mercato. Quello che voleva Max Allegri, d'altronde, era un giocatore con le sue caratteristiche: forte fisicamente, con qualità, capace di giocare con Dusan Vlahovic e pure al suo posto, esperto e pronto a tutto. 
IL MURO – La Juve quindi ci ha provato, ci ha provato sul serio. Tanti i contatti e gli incontri con il suo entourage, non solo con il fratello-agente Danjiel, l'idea di un giro in una grande squadra come la Juve aveva anche stuzzicato lo stesso centravanti austriaco finito nel mirino pure del Manchester United. Quella che però non c'è mai stata è l'apertura del Bologna, che aveva dichiarato incedibile Arnautovic a inizio mercato e ha continuato a ritenerlo tale anche con lo scorrere del tempo. Ponendo la parola fine proprio con l'inizio del campionato, inequivocabile il gesto dell'austriaco dopo il gol segnato al Verona nella prima gara casalinga: “Io resto qui”. E qui ha ora trovato un ritmo realizzativo inedito o quasi, son 6 i gol in 7 partite, un'altra rete servirebbe per eguagliare la partenza record di Roberto Baggio nel '97/'98 per quel che riguarda la storia rossoblù. Con la Juve che lo ritroverà nei panni del nemico pubblico numero uno, dopo averlo inseguito a lungo in estate.



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