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'Quando sono andato via da Firenze a qualcuno è parso che io sia scappato. Non sono scappato, perché il mio cuore ed il mio tifo rimangono a Firenze, i miei due bambini sono nati lì, anche se le cose non sono andate come volevo io'. Ndwaye Papa Waigo, ospite ai microfoni di Lady Radio, ha salutato i tifosi della Fiorentina, raccontando i motivi del passaggio all'Ascoli.

'Sono legato alla città e alla tifoseria della Fiorentina, magari un giorno tornerò a Firenze - ha aggiunto l'esterno senegalese -. Ringrazio i supporters viola per essermi stati vicini sempre, soprattutto dal punto di vista umano. A Firenze ero legato alla società da un cartellino, un dirigente che tutti conoscono mi mandava a destra e a sinistra, senza garanzie di giocare. In questi anni ho sempre rispettato le scelte dei dirigenti, ma ho avuto dei danni da tali scelte, e non sono mai stato considerato a dovere. Questa volta ho scelto io, ho perso tantissimi soldi per andare ad Ascoli, vista anche la loro situazione, ma ho sempre giocato perché amo questo lavoro. Sono andato dove il mio cuore batte. Il mio rapporto con mister Castori si è mantenuto dopo Cesena, e si è creato un legame importante. La vita va avanti, ora sto ad Ascoli per dimostrare che non sono un mezzo giocatore o che sono finito. Se fossi andato a Vicenza sarei stato come un raccomandato, e quindi ho fatto un'altra scelta. Misuraca? L'ho incontrato domenica con il Vicenza, e mi piace molto come giocatore. Il livello di calcio in serie B deve crescere'.