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Ha ragione Maldini, quando dice "De Ketelaere è giovane, bisogna aspettarlo". Ha ragione Pioli, quando aggiunge "Io sono soddisfatto di quanto Charles ha fatto finora". Non ha ragione Costacurta, quando spiega che "anche Shevchenko e Kakà hanno avuto problemi quando sono arrivati in Italia", lui c’era e dovrebbe ricordare Sheva in gol alla prima di campionato (a Lecce) e capocannoniere alla prima stagione (24 gol in 32 partite), e Kakà in gol al primo derby (quarta presenza) e già decisivo nel debutto di Ancona.

Aspettiamolo pure Charles De Ketelaere, ma non è questo il punto. Il Milan ha aspettato 1 anno Tonali e 2 Leao, CDK ha tutto il tempo per crescere, capire, affermarsi e diventare magari anche più forte dei miti ai quale qualche impavido lo ha accostato (anche se parlare di Rivera sembra una bestemmia, per chi c’era già allora). Qui però si sta giudicando quello che il giovane belga ha fatto finora: poco, anzi nulla. Solo a Stamford Bridge il primo tiro in porta della stagione, in 11 partite, di cui 7 giocate da titolare. E lasciamo stare la qualità del tiro.

Aspettiamolo pure, diventerà fortissimo. Come fortissimo è diventato Leao, come indispensabile è diventato Tonali. C’è però una differenza enorme fra il Milan in cui hanno debuttato Leao e Tonali: una squadra embrionale, che si stava ritrovando, formando, che stava crescendo fino a vincere lo scudetto, anche grazie a loro. Oggi il Milan è campione d’Italia, ha il giocatore più forte del campionato, è la favorita per rivincere il titolo e - parole di Maldini a fine maggio - aveva bisogno di 3 giocatori per crescere anche in Europa. Se CDK non è pronto, e lo sta dicendo proprio il Milan, non è quello di cui il Milan aveva bisogno.

Perché oggi il Milan, senza Kessié e Romagnoli, senza Ibra, con Giroud che ha già compiuto 36 anni, è meno forte di quanto era a maggio. E anche questo non lo diciamo noi, ma lo dice Pioli (con Maldini): Thiaw (zero minuti), Vrankx (12 minuti) e Adli (54 minuti) non sono stati inseriti nella lista Uefa, evidentemente giudicati meno all’altezza degli altri, come peraltro dimostrano anche le scelte che li riguardano per le partite di campionato, sempre tutti disponibili. Mezzo mercato bocciato dai numeri, l’altra metà bocciata dai fatti. Dest, che sta giocando per necessità, tralasciamo come, Origi (98 minuti in 5 partite, fra un infortunio e l’altro; di gol nemmeno l’ombra) e il giovane CDK, che è giusto aspettare, come però è giusto ricordare che Kvaratskhelia abbia esattamente la sua età (1 mese di differenza) e sia costato meno di un terzo (10 milioni contro 35).

Aspettiamolo pure, De Ketelaere. Ma se il Milan ha puntato forte su di lui, investendo gran parte del budget per strapparlo alla concorrenza del Leeds, era per continuare a crescere come squadra o per continuare a crescere talenti che poi quando si consacrano rischiano di andare via come Leao?
@GianniVisnadi