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Da quest'anno l’obiettivo della Primavera rosanero è cambiato. Non importa vincere, ma consegnare diamanti da sfaccettare alla prima squadra. E in questo senso si è fatto bingo, se Acquah ha esordito in campionato, Prestia, Ardizzone e Zerbo hanno avuto il battesimo in Europa e Martinez ha spinto il Palermo verso la semifinale di Coppa Italia. Lontani i fasti dello scudetto 2009, la stanza dei bottoni ha provveduto a un repulisti, dando disco verde al lancio di tanti ragazzi nati tra il '93 e il '94. Il nuovo tecnico Beruatto, succeduto a Pergolizzi, lavora sulla falsariga dei dettami di Rossi, dal modulo agli schemi di gioco. Anche la Primavera, infatti, adotta un 4-3-2-1 dove i tre interpreti davanti godono di una certa libertà.

I fiori all'occhiello sono il difensore centrale Prestia, 17 anni compiuti da quattro mesi, e il centrocampista centrale 19enne Afriyie Acquah, una forza della natura di matrice ghanese da qualcuno arditamente definito il nuovo Essien. La Serie A, e in particolare la Fiorentina, hanno già saggiato la forza impetuosa del ragazzo che fino a un anno fa 'non aveva mai giocato seriamente a calcio', come disse bonariamente Rossi. In attacco brilla il talento del '91 Nappello, marmellata di genio e (purtroppo) di sregolatezza che ne sta frenando l'ascesa. Il paraguaiano Martinez, anche lui 17 anni appena, deve ancora ingranare, causa una condizione fisica ancora precaria. Ma tutti giurano su di lui, perfino Abel Hernandez.

Il reparto offensivo, impreziosito anche dal talento di Piazza e Gattuso, ha sempre garantito un buon bottino di gol, nonostante gli infortuni che hanno frenato Carioto (a Viareggio non ci sarà) e Pieri. Il tallone d'Achille è la difesa, alla maniera della prima squadra: retroguardia spesso distratta, che ha mandato sovente su tutte le furie Beruatto. Ma è un peccato da mettere in conto, se, ad esempio, i due terzini titolari, i gemelli Silvestri, hanno solo 19 e 18 anni e a volte è sceso in campo il '94 Viscuso.

Il centrocampo è più portato a costruire che a rompere. Il '93 Cristofari, prodotto del vivaio della Roma, si incarica spesso di verticalizzare, anche a costo di perdere malamente palla. Il capitano Ardizzone e il mancino Maltese, entrambi del '92, suggellano un credo calcistico imbevuto di champagne e non di acqua gasata. Per completare il parco giocatori da portare in Toscana, si valuta il prestito di un difensore, di un centrocampista e di un attaccante. Vietato parlare di nomi fino a lunedì, quando si dovrà consegnare la lista ufficiale.

Il girone eliminatorio non è proibitivo: il Palermo dovrà affrontare Brera (Gabon), Lumezzane e Leme (Brasile). L'obiettivo minimo sono gli ottavi. In cuor loro, i dirigenti sperano di migliorare il risultato dell'anno scorso, quando i baby di Pergolizzi si arresero all'Atalanta ai quarti per un gol su punizione di Gabbiadini, oggi in B al Cittadella. Vincere, comunque, non è un assillo, nemmeno in campionato, dove le cose non stanno andando benissimo: l'ondivago Palermo, che ha vinto sette gare e ne ha perse altrettante, naviga nel limbo del sesto posto. Guardando con occhio bramoso ai play-off.