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Dopo l'espulsione l'allenatore dell'Atalanta Gian Piero Gasperini non le ha mandate a dire nemmeno in conferenza stampa: "L’espulsione è assurda, divento indifendibile se non ho una controparte che mi spiega. Io non ho fatto assolutamente niente, c’è stato un fallo su Scalvini, poi c’è stata un’azione nostra e una loro, poi sono stato ammonito. Questi signori devono venire e metterci la faccia, a spiegare. In una partita in cui non ci sono state proteste, è difficile da accettare questo cartellino rosso. Non hanno modo di spiegare cosa hanno visto, quello che scrivono finisce lì. Con questo sistema diventa facile passare dal parte del torto. Loro sono professionisti, magari non sono pagati molto, spero che li paghino molto di più. Ma spero che ci mettano la faccia, questo è davvero incommentabile. Forse è arrivato il momento di metterci la faccia, iniziano a vedersi di che pasta sono fatti. Un professionista non rimane vent’anni dalla stessa parte".
RAGAZZINI COL CARTELLINO- "Vogliono farci credere che ci sono 40 arbitri in tutta Italia, è come se si dice 40 allenatori o 40 giocatori in tutta Italia, ma non è possibile. Il risultato non è determinato da questi episodi. Non hanno scambiato nessun mio rimprovero, quello è un alibi, vengono preparate e scritte quelle cose lì. Non puoi sfidarli in niente, è la mia parola contro la loro. Se non mi avvisano che sono stato ammonito, io nemmeno me ne accorgo. Sono passate due azioni, su Scalvini ha protestato lo stadio. Vogliono noi tranquilli, ma devono restare tranquilli anche loro. Parlino serenamente anche loro, io mi sto prendendo la responsabilità. Perché mi devo veder sventolare dei cartellini in faccia da dei ragazzini?".