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Questa volta patron Antonio Percassi ha sorriso insieme al figlio Luca: la gara contro il Paris Saint Germain entrerà -finalmente- nella storia della sua Atalanta. Dopo un girone definito “semplice”, ma solo sulla carta, e gli ottavi di finale giudicati “accessibili” contro il Valencia, la società bergamasca non poteva desiderare altro avversario per una partita di prestigio, che varrà la semifinale. E poco importa che la capolista della Ligue 1 non sia abbordabile come il Lipsia, l’Atalanta è una mina vagante che spesso sorprende di più contro le big (vedi City) che contro le ‘piccole’ come la Dinamo Zagabria. Per la Dea è un sogno essere tra le otto squadre finaliste, “andrà a scuola a Lisbona per imparare”, spiega Percassi, ma non solo. Il ds Leonardo sa che ha qualcosa da insegnare anche a lui, come quel filotto di 11 gare vinte, nonostante la tragedia e il lockdown di mezzo, gli 85 gol dell’attacco più prolifico di Serie A, i ribaltoni della ripresa quando tutto sembra perduto, quel Papu Gomez instancabile e quei giovani semi sconosciuti che corrono a mille all’ora e realizzano come goleador. 
 
Certo, di là ci sarà Kylian Mbappé ma di qua ci saranno Josip Ilicic e Timothy Castagne, in passato corteggiato proprio dal Psg. Ma la sfida sarà secca, il caldo imperverserà e in 90’ si deciderà tutto: la Dea ha dimostrato di saper giocare ogni partita come fosse una finale, e contro il Valencia aveva praticamente già chiuso la pratica all’andata a San Siro con il 4-1. Non solo, la Ligue1 si è fermata, la Serie A e l’Atalanta no, che adesso si spinge addirittura a guardare quel primo posto occupato dai parigini nel loro campionato. Più gioca, più corre e meno si riposa e più la Dea ingrana, mentalmente e fisicamente: arriverà allo scontro con il PSG più in forma che mai e senza nulla da perdere al contrario dei parigini, che devono arrivare in Finale. L’Atalanta è l’incognita che nessun top club avrebbe voluto incontrare in questo mini-torneo dell’Europa più bella. Lo sa il ds Leonardo e lo sa mister Tuchel e bomber Neymar.
 
 
L’Atalanta non solo ha evitato dei colossi, come il City che l’ha già studiata, il Bayern Monaco indistruttibile e l’Atletico Madrid che non fa giocare, ma scenderà in campo con lo spirito giusto per dedicare un sogno a tutti i bergamaschi che hanno combattuto quel coronavirus che gli ha piegati ma non spezzati. Sarà il motore dei sogni europei dell’EuroDea che, per vincere, dovrà attaccare senza concedere, spingersi in avanti senza gestire. Il Psg non fa sconti.