Commenta per primo
"Tre settimane da raccontare...". Come la canzone di Fred Bongusto, così saranno i prossimi ventun giorni per l'Atalanta, che dovrà alternarsi tra impegni in campionato e nella sua prima Champions League. Ieri sera, al conferimento della cittadinanza onoraria nel Comune di Bergamo, l'allenatore Gian Piero Gasperini ha parlato di come la concentrazione dei suoi giocatori sia già rivolta al futuro, partita per partita. Nessuna preferenza quindi per le gare europee, l'Atalanta mette in primo piano l'impegno in trasferta contro il Genoa, domenica nel lunch match. In seguito alla gara a Zagabria-mercoledì alle 21- la squadra bergamasca sarà impegnata contro la Fiorentina: una partita già ostica, resa ancora più difficile dal fatto che ancora una volta la squadra sarà costretta a giocare in casa del Parma. Successivamente, approdo in Capitale per la gara contro la Roma: due partite difficili, una di fila all'altra, con in palio sei punti che potrebbero scottare per come è andato l'ultimo finale di stagione.

Una gara più tranquilla sembra attendere i nerazzurri sabato 28 settembre, a Reggio Emilia contro il Sassuolo, ma quella che una volta era la casa europea dell'Atalanta, dal 26 maggio scorso è teatro di lotta serrata. Proprio su quel campo, più di tre mesi fa, l'Atalanta rischiò di vedersi sfumato l'accesso in Champions, con i neroverdi più agguerriti che mai. E, benché Lucescu non creda che l'Atalanta possa battere lo Shakhtar Donetsk il primo ottobre alle 18.55 a San Siro, è proprio quello che proverà a fare per la prima gara in casa di Champions League della sua storia. Infine, grande emozione il 6 ottobre per la riapertura del Gewiss Stadium con l'inaugurazione del nuovo muro della Nord: in quell'occasione la Dea affronterà il Lecce e, viste le circostanze e l'avversario, con la pressione di non poter sbagliare a nessun costo. Insomma, sette gare, una più difficile e importante dell'altra, che in tre settimane precise sveleranno il futuro prossimo dell'Atalanta: continuerà tra le grandi?