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Era il 3 febbraio 2001 e l'Atalanta vinceva per 2-1 contro la Juventus. Allora non sapeva che quella vittoria l'avrebbe rimpianta per oltre vent'anni, fino alla rete fortunosa di Ruslan Malinovskyi. A ribaltare la Vecchia Signora, 32 partite fa, Nicola Ventola, a cui non dispiace essere stato 'soppiantato' dall'ucraino, come svela a La Gazzetta dello Sport: "E siccome non sono egoista, e l’Atalanta è la squadra per la quale ho segnato più gol, sono felice che qualcun altro abbia segnato un gol così decisivo. Tanto più che è stato Malinovskyi: in tutte le interviste su questa partita avevo parlato più di lui che di Muriel e Zapata. E’ stato lui l’uomo del destino. Non a caso".

LA PARTITA- "Nel primo tempo forse meglio la Juve, ma è stata la vittoria della sua mentalità: senza paura,attaccando forse meno del solito, ma sempre con tanti uomini. Con Ilicic e Malinovskyi hanno pagato i cambi: alla fine lo annusavi che avrebbe potuto vincere, anche senza 30 occasioni da gol. Andava meno, ma andava giusto: rischiando poco, compatta nel difendersi".

DEA IN CHAMPIONS- "Dopo l’eliminazione con il Real dissi: arriva seconda. Lo ribadisco: l’ipotesi di un’Atalanta fuori dalle prime quattro è un pensiero che non contemplo. Gioca il calcio miglioree creare sempre così tanto alla lunga, su 38 partite, non può non portarla in Champions".