“Via Mattia Caldara”, Bryanair, Duracell-Gagliardini, Spina, ‘Conta su Conti’…nomignoli destinati a morire tra le mura di un sempre più contestato Atleti Azzurri d’Italia, che per l’onomastica rende straniero chiunque non giochi in patria. E nella settimana di sosta, con la Dea ancora in ginocchio per le sconfitte in Europa e in campionato, c’è chi dall’alto in basso le punta il dito contro, storcendo il naso alle prestazioni delle big e della Nazionale. Come mai i nerazzurri in casa son meritevoli dei team più blasonati ma abbandonata l’aria di montagna le doti sopra dette ‘gli fanno ciao’ ?

ANCHE SE… - Forse si sta correndo troppo. Come Bonaventura, che al Milan regala fiato e dribbling, da ex capitano rossonero. Perfino a Kessié le cose non vanno male: 6 gol e 4 assist nelle 39 partite di campionato all’ombra della Madonnina. Per non parlare di Mattia Caldara, arrivato da due match, improvvisamente strappato al sogno bianconero dopo un anno di attesa, con Gattuso che gli sta concedendo i tempi per inserirsi. Conti ingiudicabile, con un infortunio grave a cui ha fatto bis prima di poter anche solo provare a dare il meglio di sé. Gagliardini sì, sta deludendo, è vero, ma ricordiamoci che anche a Bergamo aveva giocato solo 8 partite da titolare. Bryan Cristante invece è sceso in campo per tre volte a metà, in una squadra che le seconde linee nerazzurre hanno preso a pallonate per 45 minuti. Attenuante, non giustificazione, che anche i Re di Roma siano partiti con il tacchetto sbagliato. Insomma, delusioni a metà, mitigate da alte pressioni e aspettative, compagni più forti, tifosi più attenti, allenatori con idee diverse. Ma, soprattutto, non c’è tempo.

ZINCONIA - Ambiente reattivo e ricco, Zingonia è nota da sempre per essere fucina di talenti. Peccato che la mania del ventesimo secolo del “tutto e subito” abbia contagiato in primis il mondo del calcio, che soffre se già alla prima di campionato la spesa del mercato rimane indigesta. Un esempio lampante è CR7, già additato e sommerso da scommesse sul suo mal di gol. Ma la fretta, quasi sempre, è cattiva consigliera, e i lenti tecnici del Centro Bortolotti sanno ben che chi va piano va lontano. Con la Primavera, come con la prima squadra: la risposta è quindi nella domanda stessa, poiché le "grandi" non danno ai giocatori il tempo che serve loro. Chiunque abbia praticato un qualsiasi sport di squadra sa bene di cosa si sta parlando: pazienza, fiducia, l’attenzione all’uomo prima ancora che allo sportivo. Ma il tempo è denaro e il Milan è già finito una volta in rosso(nero).

GASP… CHE CURA! - E poi diciamolo, la verità è che i vari Gosens, Hateboer, gli stessi Cristante e Gagliardini, erano arrivati a Bergamo in un periodo in cui già non facevano molto parlare di sé. Il gioco vale anche al contrario allora: sia prima che poi, i giocatori non atalantini risultano mediocri, ma nel durante orobico esplodono. Che sia allora merito proprio di mister Gasperini? L’allenatore che ha occhio per i giovani, che è riuscito in ciò che altri hanno fallito nella penisola: rendere continuo il curriculum più discontinuo, quello di Josip Ilicic. Per non parlare di Freuler, che proprio ieri ha rinnovato fino al 2023 per un milione tondo a stagione. Perché il tecnico di Grugliasco sa creare un’organizzazione tattica nella quale ogni giocatore, sapendo esattamente cosa fare ed in che tempi farlo, riesce ad esprimere il meglio di sé stesso. La prova del 9 è il suo Genoa, con Sturaro, Mandragora, Pavoletti e Perotti, i Fantastici 4 dei tempi migliori. Ma, qualsiasi sia il motivo, patron Percassi si sfrega le mani: talenti e talento vanno, ma i soldi restano. Nessuno è profeta in patria… tranne i discepoli della Dea.