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Al latte, fondente o amaro? I bergamaschi in 90’ hanno assaporati tutti i gusti del cioccolato pasquale: nel primo tempo hanno fatto venire il latte alle ginocchia all’Udinese color canarino per quanto attaccavano a senso unico, ma dopo i vantaggi si fondevano rischiando di affondare sotto gli unici tiri in porta dei nemici. Per fortuna, sfiorato l’amaro in bocca, come altre big ieri, e levato il guscio con la tipica mossa di karate, nessuna (brutta) sorpresa: conquistati i 3 punti per la prima delle dieci finali destinazione Champions League. Ma che fatica.
 
VOLA, LA COLOMBIA VOLA- Mister Gasp l’aveva predetto: contro le squadre già salve (e i friulani non lo sono ancora) di media classifica, sarà ancora più dura. No stress, take it eas..ter, e la banda di Gotti ci ha creduto davvero, contenendo a meraviglia il pur riposato Duvan Zapata. Ma quando ne hai due di ex alle calcagna, che si mettono pure d’accordo per fartela pagare, la musica potrebbe cambiare. E il condizionale diventa imperativo se la punta si chiama Luis Muriel, una ‘Lucho’ in fondo al tunnel del Gewiss Stadium, che calpesta l’erba col solo obiettivo di lasciarla alle spalle per bucare la rete. Luis Muriel danza, ogni volta che gioca: danza quando palla al piede avanza dalla mediana, danza quando scarta, crossa e riceve, danza quando esulta davanti ai monitor. 
 
CHI FREME, CHI TREMA- Diciotto gol in Serie A, ma ventidue reti stagionali con 9 assist, due in più di Lukaku. Conte vuole anche il più esperto e sorridente colombiano pasquale da alternare al grosso belga, ma un conto è copiare il Gasp nel tandem di fisico (Zapata/Lukaku) + qualità (Muriel), tutt’altro alternare un trentenne che dopo essersela sudata per quasi metà stagione partendo dalla panca (e segnando comunque tempo zero), di fare l’alternativa non ci pensa proprio. Nemmeno in una capolista che-parole del collega Duvan- “non è la più forte del campionato, ha avuto solo più tempo per preparare le partite”. Ah, ora diventa un pregio uscire dalla Champions? Niente da fare, Muriel dalle Mura non si schioda, anche a 30 milioni di euro per ogni suo anno di vita. L’Atalanta si tiene stretta il suo ballerino in ‘salsa’ europea che ora punta a scavalcare Lukaku a -2 nella classifica dei marcatori di A: del resto, 5 gol su venti il gigante buono li ha messi dentro dal dischetto, mentre l’ambito Muriel danzava e inventava 3 prodezze da fuori area.
 
TRITTICO DI FUOCO- Ora i nerazzurri sono pronti al trittico di fuoco Fiorentina-Juve-Roma. Obiettivo? 9 punti in 11 giorni, vietato sbagliare anche contro gli ex campioni che ora perdono morale e Mole. La difesa a 4 si può pure replicare, ma Robin Gosens rimettiamolo sull’out di sinistra, vicinissimo all’area opposta: a volte è questione di cm. Quelli che si mangerà Muriel per rincorrere Lukaku e la Champions League.