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Ci sono solo 6 kg di differenza tra il panterone nerazzurro e il pachiderma dello stesso colore ma di una taglia differente: eh sì, perché il primo il pallone lo taglia per davvero, mentre il peso morto milanese se non viene servito sulla linea, non serve a nulla. E quindi menomale che l’Inter ha scelto il meno forte, il giocatore più macchinoso del mondo a fronte della pedina che inventa le azioni, si fa largo, trova i varchi, regala assist e scaglia la sfera di testa, di piede, di diagonale, di rasoterra e perfino al volo. Quindi, anche se le ragioni resteranno oscure, grazie Inter per aver speso 65 milioni (più 10 di bonus) per un attaccante che non sblocca ma blocca le gare decisive, e per non essere stata disposta a sborsane qualcuno in meno-60-per una macchina da guerra che sta trascinando per il secondo anno consecutivo l’Atalanta in Champions League. Dopo Gasperini, anche Zapata: la Dea ringrazia e aspetta il prossimo regalo, in tutti i Sensi…
 
TUTTI VOGLIONO ESSERE ROBIN (GOSENS)-Zapata è già il secondo marcatore stagionale-6 gol contro i 3 di Lukaku-e vedere lui e i compagni dettare legge in campionato con un tridente a 4 punte tre ore prima del derby d’Italia viene da pensare che, se non avesse fallito col Torino, a quest’ora guarderebbe i cugini dall’alto in basso, a braccetto con la Juve. Ma la vera novità dell’Atalanta è la sua ‘Poker Face’, che ogni volta cambia volto ma conserva lo stesso sorriso. Perché è lì che si esaurisce la squadra, in quel quartetto che viaggia in area piccola. Fanno tutto loro, il duo ZaPapu, Ilicic e, il quarto 'comodo', Gosens, che non si ferma più. Un’ala che non è ancora un attaccante ma è già un fantasista con un bottino di 3 reti, vi ricorda qualcuno? Gli 1-2 da professionista, la fame di specchi nel Dna, la corsa e il sacrificio che fanno persino dimenticare come una neopromossa inesistente-se non altro nei primi 40’-si possa far risvegliare e di come un Lucioni peggiore in campo sollevi l’asta del gol della bandiera. La Dea concede ancora troppo, nella solita fase difensiva, e all’85’ spegne i motori e viaggia in stallo, come il campionato per sette giorni. Una settimana da Dea per migliorare ancora e ancora. 
 
SOGNO SCUDETTO-Sono ben 10 i punti in più che l’Atalanta si ritrova dopo 7 giornate rispetto alla scorsa stagione, che culminò col terzo posto. E quindi adesso, con Gasp che ha battuto anche il primato di punti nella Storia nerazzurra,si vuole davvero ambire al Tricolore? I limiti per la Bergamasca non esistono, almeno in Serie A. L’Atalanta come Robin (Hood) Gosens ruba ai ricchi d’esperienza in Champions League, tra Shakhtar e Dinamo, per donare ai poveri di bel calcio in A gol, punti e spettacolo. Con questo bel sacco sulle spalle di pratica internazionale, è fin quasi troppo semplice trovarsi in un nuovo Gewiss Stadium stracolmo di entusiasmo contro il Lecce. Ma dopo la sosta l’Atalanta si imbatterà nella Lazio all’Olimpico, e i pensieri non possono che virare a quel ‘maledetto’ 15 maggio, quando un intero popolo trasferitosi nella Capitale vide sfumare il sogno di imprimere una nuova data al gagliardetto. Sarà resa dei conti, con Immobile fermo a cedere il primato e contare i gol del solito Zapata.