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Quante squadre sarebbero andate sopra di due gol all’Old Trafford con mezza squadra titolare fuori dai giochi? Pochissime, e sarebbe stato il primo e il più abusato degli alibi, invece ancora una volta mister Gian Piero Gasperini, zitto zitto,  è riuscito a trovare una quadra. Per 75’ la sua Dea ha resistito, gettando più di una volta il cuore oltre l’ostacolo, ma quando dalla panca di casa vedi entrare Cavani e Pogba e tu puoi schierare solo Lovato e Pezzella, c’è poco da fare. Oltre mille partite i due rossi, tra Champions e Nazionali, un centinaio i nerazzurri, praticamente all’esordio di Coppa. Peccato davvero, sarebbe stato un bello scontro con i vari Toloi, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Pessina e…Demiral.
 

LA SVOLTA DEL MATCH- Quando al 13’ del primo tempo de Roon ha fatto segno al Gasp che Demiral era KO, si è pensato quasi a uno scherzo, su in tribuna. Possibile che tre difensori su tre si siano fatti male a stretto giro? Una sfortuna facciata, perché nella ripresa l’assenza dell’ex Juve sull’ex Juve (sarebbe stato ancora lì a chiedere un rigore…) e l’inesperienza del giovane Lovato - che anzi ha speso benissimo il giallo su CR7 - si sono fatte sentire. Già questa, una prima chiave di svolta del match. La seconda sono sicuramente le parate miracolose di de Gea, che si è superato in due acrobazie quasi contemporanee sui tiri in porta di Zapata e Malinovskyi. Era il 71’, la Dea era ancora sopra 1-2, e calato il tris staremmo certo parlando d’altro. E poi la terza mandata che ha definitivamente ribaltato le carte in tavola: i 4 gialli in due minuti presi dall’Atalanta, che non ne aveva già più, poco prima che entrassero i mostri Cavani e Pogba. 
 

SECONDA OCCASIONE- Peccato che, dietro ogni vantaggio nemico, non si possa mai applaudire sportivamente ma si nasconda sempre l’ombra dell’errore amico. Prima Ilicic che lascia andare la sfera con superficialità in mediana, poi Freuler che buca Maguire, infine Palomino che non svetta su CR7. Ora passare dallo United all’Udinese sarà un duro colpo, ma la Dea può fare il colpaccio: 9 punti con bianconeri, blucerchiati e laziali, una botta di positività per salutare gli inglesi non con l’addio ma con un ’Arrivederci sogni di gloria’: il 2 novembre, anche solo senza i 75mila sugli spalti, sarà tutta un’altra partita.