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Per cinquantacinque minuti i nerazzurri ci hanno creduto davvero. Bergamaschi e interisti, insieme, stretti attorno a un’unica speranza: rivedere l’Atalanta d’Europa, in Europa. E a tratti c’era, a San Siro, nei lampi di tacco di Muriel, nelle cavalcate sulla fascia di Zappacosta, negli anticipi di Palomino. Complice Calabria, connivente Saelemaekers, gli uomini di Gasperini aggredivano gli spazi e impegnavano Maignan. Un’illusione durata 56’ perché, già dopo il gol di Leao (viziato tra l'altro dal fallo su Pessina), l’Atalanta non ha più dato segnali di ripresa. Forse sono arrivati più sul 2-0, con Zapata che ci ha provato in tutti i modi, di tacco, di punta, di testa, e chissà se fosse stato in campo dal 1’insieme a Luis. Giocando così, la vittoria in casa con l’Empoli è quasi una formalità (e non lo era fino a una settimana fa), e la Dea può addirittura fare la corsa sull’Europa League. Ma dipende tutto dalle altre, dipende tutto da stasera.
 
POSSIBILI SCENARI- Nello scenario peggiore, con Lazio e Fiorentina vincenti a quota 65 e 62, l’Atalanta (59) potrebbe fare la rincorsa solo sulla Roma a 60. E a quel punto sarebbe solo una la combinazione possibile: trionfo nerazzurro e mancato successo giallorosso, per la Conference. Ma nello scenario migliore, la Dea potrebbe arrivare perfino a centrare il quinto posto: se Lazio e Fiorentina perderanno sia stasera che la prossima settimana, con la Roma sconfitta dal Torino, l’Atalanta vincente sull’Empoli aggancerebbe l’aquila a quota 62 al quinto posto, ma per ora avanti nella differenza reti generale. Avrebbe dell’incredibile, dopo una stagione così tormentata e un ciclo ormai finito. 
 
IL FUTURO- Comunque andrà, dal 23 maggio si lavorerà per l’Atalanta del futuro, a cominciare dalla conferma o meno del tecnico di Grugliasco in panchina. Prima di tutto andrà risolta la questione portiere: Musso (che anche ieri non ha convinto) solo se resta Gasp, altrimenti ci sono in forse Gollini e Carnesecchi, oltre a Sportiello. Ma ci sarebbe qualcuno disposto a spendere 20 milioni per l’estremo difensore argentino? Poi ci sono da potare un bel po’ di rami secchi, che da mesi se non da inizio stagione, hanno perso la voglia di giocare sotto le Mura: da Hateboer a Pessina, da Maehle a Miranchuk, fino a Mihaila, mentre su Boga resta un bel punto di domanda, anche il suo futuro è strettamente legato al domani del Gasp.