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‘Soldi, soldi, soldi’: ecco il tormentone estivo del calciomercato 2019. E da qui nasce la domanda del secolo: “Meglio stare fermo un anno o due, senza provare l’ebbrezza di calcare il rettangolo verde se non quello del super attico di casa o rinunciare a un paio di giorni alle Maldive per mettersi in gioco?”. E così nascono gli Icardi e, nell’altra sponda nerazzurra, i Laxalt, che sembrano propendere per la prima-famigerata-ipotesi. Sì perché proprio l’asso nella manica di Gasperini, il pupillo ormai a un passo dall’Atalanta, ha fatto dietrofront per ‘soli’ quattrocentomila euro.

UN AFFARE PER TUTTI - 400.000, tantissimi per qualcuno, è vero, ma pochi per un calciatore che già ne guadagna a bizzeffe. Nato 12 giorni prima di Mauro, anche Diego ha il pollice verdone. Un ragazzo di ventisei anni, con una piccola Julieta a cui dedicare le prime prodezze e le reti, davvero preferisce salutare la Champions League per degli spiccioli? Già a Milano il laterale uruguaiano ha preso freddo in panca, solo 29 volte ha toccato il campo la scorsa stagione in rossonero e solo nella metà di queste da titolare. Tutti motivi per fare i bagagli e scappare dal suo fan numero 1 Gasperini. Sarebbe uno di quegli amori che non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, da Gasperini a Gasperini, da San Siro a San Siro. Ma non è finita qui, perché a guadagnarci oltre al ragazzo e all’Atalanta orfana di un esterno sinistro, ci sarebbe in prima fila anche il Milan: zac al cordone ombelicale di un ingaggio inutile per chi non rientra nei piani societari ma nemmeno in quelli di 433 e 4312.  

IL MILAN DA' UNA MANO - I termini si conoscono a memoria ma ce ne sono altri-quelli che scadono tra poco più di una settimana-che preoccupano. Prestito oneroso da 1 milione di euro con diritto di riscatto, che può diventare obbligo al raggiungimento di determinante condizioni, fissato a 12 milioni. L'Atalanta dal suo-nonostante altre svariate opzioni in lista anche più economiche-al primo anno gli ha promesso lo stesso ingaggio che ha al Milan, 1.7 netti. Per il riscatto sarebbero altri 4 anni con lo stipendio abbassato a 1.3 a stagione: 400 mila euro all’anno in totale in meno per Laxalt, il giocatore perderebbe 1,6 milioni da qui al 2024, quando avrà 31 anni. Ma rilanciarsi, vivere una seconda vita sotto il suo mentore, giocare da protagonista la Champions e magari pure il campionato per tutte e trentotto le gare, sentire urlare il suo nome da un pubblico in delirio, non vale forse più di quell’ 1,6? Sembra di no, qua non c’è in ballo una casa da costruire ma una liquidità che non si vuole perdere scambiando il rosso per il blu. Un discorso senza sentimentalismi e a lungo termine in cui l’Atalanta deve sperare in un altro regalo dai cugini. Dopo l’Europa, i soldi di differenza che farebbero la differenza.