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Ci siamo. Ancora poche ore e la terza punta del tridente di fuoco vestirà nerazzurro. Con Sam Lammers si chiude-forse-il mercato della Dea, in attesa di qualche promozione per ali e centrocampo. Ma poco importa, a mister Gian Piero Gasperini interessava rinforzare l’attacco, punto forte del suo gioco e di questa Atalanta: patron Percassi l’ha accontentato e lui ha rinnovato con opzione al 2024. Quest’anno senza rimuginarci troppo, col sorriso stampato in volto. Perché i Fantastici 4, uno per reparto, hanno innalzato il livello di una rosa che ha perso solo un petalo, Timothy Castagne, mantenendo intatto l’assetto e lo spirito di un team che continuerà a giocare a memoria. Ma soprattutto, con Miranchuk e Lammers, sono arrivate le due pedine dal vizio del gol che Gasperini voleva a ogni costo per il suo tridente. Ieri sera gli schermi si sono accesi alle 18 in punto al Centro Bortolotti per studiare la prossima avversaria. C’è ancora una settimana per prepararsi e questo Toro non fa paura. Anche se…
 
IL GOL NEMICO ARRIVA SEMPRE- L’unica nota dolente, nel susseguirsi dei test d’allenamento a porte blindatissime in quei di Zingonia, riguarda ancora-ahimé- la difesa nerazzurra. Novara, Como e Ravenna, tre formazioni di Serie C, sono sempre riuscite a realizzare il gol della bandiera, che potrebbe assumere un pericoloso colorito biancastro quando avversarie e gare della massima serie non saranno poi così ‘amichevoli’. A segno Duvan Zapata, Luis Muriel ed Ebrima Colley col Novara, ma è proprio sul 3-0 che la Dea, distraendosi e adagiandosi come spesso accade, si fa prendere da Panico, che accorcia le distanze. E la storia si ripete, identica, con Como e Ravenna: doppiette di Muriel e Toloi con assolo di Malinovskyi nel primo caso, Colley, Pasalic e Zapata a segno nel secondo match. Ma a preoccupare sono le reti di Gabrielloni- che arriva, guarda caso, quando la Dea è sopra di 5- e di Zanoni sul 2-0 (tra l’altro, ragazzo in prestito proprio dall’Atalanta di cui conosce pregi e difetti…). 
 
CHE TORMENTO(NE)- E troppi ricordi shock vengono a galla: il recupero thriller della Lazio sotto di 3 e i due schiaffi che ancora bruciano del Paris Saint-Germain. Questa settimana c’è da lavorare, per l’ennesima volta, sulla solita difesa sbadata e ballerina. Toloi segna e Romero conquista un calcio di rigore, ma con un attacco sovraffollato il loro apporto serve e servirà nelle retrovie. Caldara è ormai tornato a Bergamo, lontano da sfortuna e infortuni, da otto mesi, Romero è stato scelto appositamente perché multiruolo: certe gare si decideranno dai loro uno contro uno, che devono incastrarsi alla linea a tre e adattarsi ogni volta agli avversari. Ma Djimsiti e Romero sono squalificati e contro il conterraneo Belotti la Dea potrà assoldare solo Palomino, Toloi e Caldara. Incaricati di serrare i ranghi e diminuire quella pesante differenza gol di 50 reti che lampeggia ancora in cima alla classifica. Perché il vero obiettivo, più che centrare i 100 gol in attacco, è diminuire quei 48 alle spalle di Gollini.