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Contro la Fiorentina ha giocato 12 volte, segnando 6 reti e realizzando 4 assist: il fantasista sloveno dell’Atalanta Josip Ilicic, quando si avvicina il vis à vis con la banda del Ponte Vecchio, inizia a fremere. Due anni fa fu proprio lui ad avviare il ribaltone dopo il il gol-lampo di Muriel, allora nemico, insieme al Papu Gomez. ‘Il Gatto e la Volpe’, una combriccola che si è ormai persa perché, il ‘siamo in società’, all’Atalanta non possono più dirlo. Di loro si fidavano i bergamaschi, ma se dell’argentino trapiantato a Siviglia venerdì emergeranno nuovi risvolti, dello sloveno da alti e bassi, da Pallone d’Oro a fantasma in area, è ancora il campo nerazzurro a parlare.
 
ILICIC- Del resto, se ci si lamenta perché non si vede Aleksej Miranchuk in campo più di 630’ (uguale 7 gare da titolare), è proprio perché davanti a lui c’è un 33enne esperto chiamato Jojo o mancino fatato. Le gerarchie vanno rispettate e la classe mista a magia del 72 che con la Nazionale ha fatto faville serve ancora a questa Atalanta. Contro la Fiorentina, certo, considerando poi che fatto salvo l’1-2 di 14 mesi fa, l’Atalanta non vinceva al Franchi da oltre 27 anni. Prima dell’8 febbraio 2020, l’ultimo exploit risale al 1992-1993 ed al famoso gol di Carletto Perrone che contribuì al licenziamento del tecnico viola Gigi Radice.Ma Josip Ilicic servirà anche e soprattutto nei momenti decisivi della volata, il 19 maggio contro la Juve nella finale di Coppa Italia. Lui non le sbaglia mai, le partite da ‘tutto o niente’, come a Valencia. E alzare al cielo quella Coppa, insieme a una con le orecchie più grandi da giocare da protagonista a 34 anni suonati, potrebbe fargli cambiare idea sui colori rossoneri: 6 gol e 9 assist in 31 presenze stagionali è un bottino un po’ magro per credere di poter fare la differenza in una società proiettata su un futuro da capolista con una una squadra di 2000. Frederic Massara sa anche che sarà difficile credere a un esborso limitato a 5 milioni di euro: l’asta è dietro l’angolo e le ultime 10 gare potrebbero cambiare tutto.
 
MALINOVSKYI- Premiato come giocatore del mese di marzo grazie al rigore e all’assist per Zapata a Verona, contro l’Udinese si è replicato con due cross d’oro per altrettante sfere in rete. E a chi ironicamente pensa che è migliorato con la moglie a festeggiare Pasqua alle Maldive, la stessa Roksana risponde con una provocazione su Instagram: “No, tutto merito della Nazionale, lì lo apprezzano, gioca molto bene e senza sostituzioni ogni partita”. Un messaggio nemmeno troppo velato a mister Gasp? Non c’è bisogno, ha già capito che più il 18 lo fa giocare, più rende, anche a discapito del nerAzzurro in rampa di lancio Matteo Pessina, che a ogni gara può sempre- Covid permettendo- arretrare in mediana. Questa volta toccherà a Mario Pasalic? Freuler è in diffida e non è l'unico...
 
ROMERO- Diffidato anche il Cuti ministro della difesa orobica e, anche se mister Gasperini non fa mai i conti con cartellini e squalifiche, bisogna considerare il momento clou della stagione e la gara contro la direttissima Juve, in casa domenica 18 aprile. Sarà difficile privarsi del condottiero sempre migliore in campo, meritevole di aver reso solida la fragile retroguardia orobica, che sia a 3 o a 4, ma forse mister Gasp gli chiederà- ove possibile- di tirare indietro la gamba. Ma di non risparmiarsi con Vlahovic, che ieri ha dichiarato guerra svelando di voler segnare a valanga. Ma Romero ha già fermato Lukaku e Benzema, e il serbo che sogna il Milan dovrà metterci il fisico, un po’ come il collega che fa Dusan uguale, tranne per una ‘V’ di velocità che al momento fa la differenza: Zapata 15 (gol stagionali), Vlahovic 13.