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La sorpresa non è una sorpresa. Se la meritava, questa convocazione. Per la dedizione e per il talento, per i sacrifici e per i gol. È la sua occasione, è l'occasione di un Jack che vuole essere sempre più vincente. Sempre più azzurro, e chissà se il futuro invece sarà ancora nerazzurro. Rinnovo e chiamata in Nazionale: due giorni e mille emozioni, è il momento d'oro di Giacomo Bonaventura.

Non è una sorpresa, dicevamo, per chi ha imparato ad ammirare il suo estro già da qualche tempo. Forse da qualche anno, verrebbe da dire, perché la stella del furetto di San Severino Marche non brilla certo da oggi. Le annate nella cantera e le convocazioni nelle Under: un argento europeo con l'Under 19, stesso metallo un anno dopo ai Giochi del Mediterraneo, pure un bel gol al Mondiale Under 20 del 2009. In mezzo c'è la gavetta, c'è la gioia dell'esordio in A e ci sono le difficoltà della prima parentesi da calciatore vero, quell'infortunio che lo frena al Pergocrema. 

Torna a Bergamo – lui che era partito da lontano, da quel Margine Coperta che tramanda il ricordo di Chicco Pisani e s'inorgoglisce oggi grazie a Pazzini – e riparte, dopo una mezza stagione senza gloria, destinazione Padova: è la svolta, trascina i patavini alla salvezza e mette le sue fiches sul piatto nerazzurro. Arriva l'estate e la Dea ha l'umore triste della donzella che riparte dal purgatorio cadetto. Jack c'è, le forbici del talento gli ritagliano un buono spazio: la butta dentro nove volte, ecco che tutti imparano ad apprezzarlo. Poi di nuovo la massima serie, un anno un po' da apprendista stregone, quindi la consacrazione più definitiva. 

Il fiore all'occhiello del vivaio è sbocciato, il suo profumo inebria i tifosi e ammalia le big. Chissà quale sarà, il futuro di Bonaventura. C'è una firma che allunga di un anno il suo contratto, ma il calcio non ha certezze; Fiorentina e Juve paiono sirene più accattivanti di quelle omeriche. Ma ora non è tempo per scervellarsi di fronte alla palla di cristallo del mercato: c'è una certezza, è tutta azzurra e Jack se la merita davvero.