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'C'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5'. Miglior frase, estrapolata dal celeberrimo e intramontabile Oronzo Canà interpretato da Lino Banfi nella pellicola 'L'allenatore nel pallone', non poteva esserci per esprimere le difficoltà, a livello di espressione tattica, dimostrate sino a domenica scorsa dalla squadra orobica: sebbene esterni di velocità non scarseggino rispetto agli anni scorsi, l'Atalanta fatica ad imporsi col suo 4-4-2 o 4-4-1-1 tant'è vero che gli orobici mancano alla vittoria da tempo: l'ultimo trionfo risale al campionato scorso, nella trionfale apparizione casalinga contro il Milan. Approfittando della sosta, causa gli impegni nazionali, ci si interroga sulle lacune e i possibili cambiamenti che mister Colantuono dovrà attuare in virtù del match col Parma che ha il sapore di uno scontro salvezza.

In linea di massima, il 4-4-2 è lo schema più adatto ai giocatori in rosa, considerando che la capacità di un allenatore sta proprio nel disporre la squadra in campo in riferimento alle qualità dei suoi uomini e non anteponendo il personale stereotipo di gioco; tuttavia, è un modulo che deve essere rivestito nei suoi interpreti a partire dall'assetto difensivo: lasciare Stendardo in panchina è uno spreco, sebbene Benalouane e Biava come centrali si stiano comportando bene ma la stazza di Willi può solo che rafforzarre ulteriormente la barricata e non danneggiarla e, dal momento che Benalouane, nella stagione passata, bene si è comportato come terzino, perchè non riproporlo sulla destra? Chiaramente ciò comporterebbe un ulteriore spostamento in avanti di Zappacosta o l'inserimento di Molina, mentre la fascia opposta spetterebbe a Estigarribia che ritroverebbe il suo ruolo naturale, coperto alle spalle da Dramè. In attacco vada per l'accoppiata Boakye e Denis perchè, sebbene i brontoloni vogliano l'argentino, ancora a secco di goal, in panchina, l'unico modo per rimetterlo in careggiata è il seguente: riproporlo costantemente in campo perchè soltando macinando minuti di gioco potrà trovare il proprio equilibrio. Un'alternativa al classico 4-4-2 potrebbe essere un 4-2-3-1, una sorta di schema tattico redatto, in modo storpiato, dal precedente: data per assodata la linea difensiva con Benalouane, Stendardo, Biava e Dramè, si potrebbero riporre,a ridosso della medesima, Cigarini e Carmona per dare maggiore solidità alle retrovie; lo spazio concesso sulle vie laterali permetrebbe le spinte, le sovrapposioni tra i terzini e il trittico, con Estigarribia, Moralez e Gomez, predisposto ampiamente in tre quarti, a sostegno dell'unica punta.
Che sia come 'ala fluidifichente, Daniele Piombi, e come ala tornente, Pippo Baudo', ciò che conta è mettere la marcia giusta al ritorno del campionato con una squadra di grado dimostrare in termine di concretezza, ovvero stabilità difensiva e cattiveria, incisività sotto rete, di poter ribaltare questo filotto negativo cucito da ben quattro sconfitte consecutive. Finchè si è ancora in tempo è doveroso cambiare o per lo meno provarci. Buona fortuna, Mister.