Incredibile come nel calcio alcune cose ritornino. Decine di secchiate d’acqua e un cielo da diluvio universale hanno incorniciato la sfida europea: sempre contro il Milan, sempre il 13 maggio. Finì anche allora 1-1, ma furono i rossoneri a strappare la Dea dal sogno europeo senza preliminari. Questa volta è la bergamasca a punire con la zuccata ‘Dannorumma’: è una Dea indiavolata al settimo cielo.
 
GASPERANZE- Proprio con gli occhi e le braccia rivolte verso il cielo Gasp campeggia in Curva Nord. Perché a conti fatti il popolo atalantino lo sa: vanno via Gagliardini, Kessie e Conti, a breve Caldara e forse anche Cristante, ma non importa, la Dea rimane Dea, in zona Europa, con il bel gioco. La cura Gasperini trasforma un Gosens in Spinazzola, un Castagne in Conti, un Cristante in goleador. Non è fantascienza, è lui l’uomo mercato atalantino, il re Mida che tutto quello che tocca diventa oro. E gli atalantini vogliono vederlo un altro “Natale a Bergamo”.
 
MA, SÌ, HELLO- Ma, sì, ciao Europa, possiamo dirlo, servendoci del nome di chi ha fatto tremare il Comunale al 92’. E peccato per la diffida e il giallo da squalifica, altrimenti Andrea Masiello sarebbe stato eletto capitano ad honorem per l’ultima contro il Cagliari. Quarto gol stagionale, quinto con le Coppe, getta la chiave del baluardo difensivo: di tacco e di testa, il veterano è la garanzia nerazzurra. Come Toloi, a cui l’oro giallo per il migliore in campo è stato scambiato da Guida per il rosso fuoco: a Cagliari, la difesa piangerà.
 
(S)CAGLIARI- L’Atalanta si deve allora scagliare in attacco in Sardegna, sperando che a Milano la Viola mantenga il tabellino iniziale: un nostro 1-0 e un loro 0-0 contemporaneo, come vuole Sarri, decreterebbero il pass europeo senza togliere lunghe ferie alle Hawaii ai nerazzurri.
La Dea è già al settimo cielo: settimo posto, +7 gol rispetto alla Fiorentina e -7 da un sogno che i tifosi sussurrano ancora sottovoce. Il vivaio cambia, ma il punto fermo la Dea se l’è tenuto stretto l’11 maggio di 365 giorni fa. Il Papu? Spinazzola? No, Gian Piero Gasperini, mister Europa: cento di questi giorni a lui, in attesa che il mercato estivo finisca e De Laurentiis non lo scritturi per il suo prossimo film.